Le Pagelle Che Non Lo Erano: Milan-Parma 3-1

Non è un anniversario di quelli precisi, ma abbiamo ritenuto di non essere troppo fiscali per un motivo preciso: non ci veniva in mente nient’altro. Che diamine, stiamo facendo non-pagelle un giorno sì e uno no. E così, siccome il 15 luglio 1989 i Pink Floyd suonavano a Venezia in uno dei più famosi concerti mai tenuti in Italia (…per vari motivi), ci è sembrato giusto compilare le nostre Pagelle Senza Voti ispirandoci ad alcune canzoni di un gruppo che notoriamente è sempre stato milanista, come dimostrano interi concept album: The Dark Side of the Muntari, A Saelemaekers of Secrets, Donnarummagumma, The Pippo at the Gates of Dawn, Wish You Were Hernandez, The Division LoBell o The Final Cutrone.
 
Donnarumma – THE HERO’S RETURN
Non completamente reattivo sul primo tiro in porta del Parma (che entra), in compenso è un incubo per i ducali quando, più spesso di quello che vorremmo, arrivano a concludere da posizione favorevolissima. Almeno uno dei tre punti portati a casa è suo.
Conti – LEARNING TO FLY
Parte benissimo, non soffre per nulla gli insidiosi attaccanti del Parma e mette palloni golosi in mezzo dalla sua fascia. Poi, al cooling break, beve qualcosa di sconsiderato e torna il merlo che abbiamo visto in passato, quello che perde palloni e raccoglie ammonizioni. Deve imparare a non perdere quota.
Kjaer – HAVE A CIGAR
Una tranquillità quasi spocchiosa. Chi lo avrebbe mai detto? Siamo onestamente stupefatti – lo guardiamo giocare con la stessa espressione con cui Syd Barrett si svegliava la mattina.
Romagnoli – FEARLESS
Il capitano esitante che non riusciva a superare la Linea d’ombra ha lasciato il posto a un giocatore tranquillo che sembra sapere dove e come fare la differenza. Con Kjaer nella band, la difesa ha gradualmente abbandonato il suo periodo visionario, che forse piaceva ai critici ma non portava punti.
TheoHernandez – COMFORTABLY NUMB
Il gol nasce sulla sua fascia, in compenso non incide quanto vorrebbe in attacco. Una partita non insufficiente, però, è parso interpretarla in modo comodo e insensibile.
Biglia – SAN TROPEZ
Al grande ritorno dalle lunghe ferie, gioca meglio del previsto in entrambe le fasi, ma la squadra sembra assorbire la sua indole soffice: quando entra Bennacer tutti si danno una raddrizzata come quando in classe il supplente torna a cedere la cattedra al professore.
Kessié – INTERSTELLAR OVERDRIVE
Wow.
Bonaventura – DON’T LEAVE ME NOW
Ora come ora, non rinunceremmo mai a un giocatore del genere. Sembra capire sempre il modo in cui essere più utile ai compagni. Poi, non è che ci si può far trascinare dal sentimentalismo: il pragmatismo e il cinismo ci portano ad altre considerazioni più equilibrate. È pur vero che le persone con una mentalità equilibrata spesso ascoltano Biagio Antonacci.
Kessié – MOTHER
Mamma mia.
Calhanoglu – THE HAPPIEST DAYS OF OUR LIVES
I compagni lo cercano, lui li trova. Tira da fuori, e infila il pallone nella Narrow Way che porta al gol. Forse è anche l’unico giocatore che Ibrahimovic non rivolge la minaccia “One of these days, I’m going to cut you into little pieces”. È in stato di grazia. Poi sia chiaro, alla prima partita storta i suoi detrattori torneranno a far sentire il loro delicato rumore di tuono. E da quello che succederà in quel momento, dipende molto del Milan che verrà. Speriamo che continui a splendere.
Kessié – THE GREAT GIG IN THE SKY
…Non troviamo le parole.
Ibrahimovic – TIME
Sbaglia tantissimo, e forse non tanto per limiti fisici dovuti al tempo che passa, quanto per nervosismo strabordante: ormai si è preso la briga di tenere sulla corda la squadra, e va a finire che quello che va in marasma è lui: si avvita a kebab su un buon pallone di Conti, va a sbattere contro Sepe sulla linea di porta, di testa mette fuori da un metro un pallone col contagiri (sul quale comunque arriva). La sua attitudine rock’n’roll forse fa bene alla squadra, ma a lui farebbe meglio ad ascoltare Sunshine Reggae in loop continuato.
Kessié – STOP
Forse è il caso di fermare il campionato, fermare la serie A. Lo diciamo per il bene di tutti.
Leao – ECLIPSE
La posizione in campo non lo aiuta, ma nemmeno lui aiuta se stesso. Fa un buon cross. Un brutto tiro. Poi probabilmente altre robe. In realtà forse gioca una partita decente. Ma la nasconde benissimo.
Kessié – ALAN’S PSYCHEDELIC BREAKFAST
Forse è cambiato qualcosa nella dieta.
Calabria – RUN LIKE HELL
Versione extended degli ultimi quindici minuti con la Iuventus: entra e sembra uno cui hanno messo un alveare nelle mutande. Sicuramente è più che sufficiente, ma vale lo stesso discorso fatto per Bonaventura: pensare di tenerlo implica pattinare su un Thin ice.
Bennacer – EMPTY SPACES
Va a riempire gli spazi più avanzati che Biglia non riesce a coprire, dà più ritmo alla squadra, che con lui ritrova l’identità del fatidico #MilanDiLuglio.
Rebic –BRAIN DAMAGE
Continuiamo a pensare che in quella testa manchino alcuni giorni della settimana: è il suo bello, e quando si vince 3-1 è anche divertente, però col Parma mostra quella parte pasticciona e un po’ arrogante che nelle ultime partite era stata tenuta a bada dagli psicofarmaci.
Laxalt – THE GNOME
Spunta dal nulla – nel quale si mimetizza perfettamente – ma a suo modo dà una piccola inaspettata scossa supplementare alla squadra. Se vuol lasciare un buon ricordo, a piccole dosi, noi non ci opporremo. Insistendo sulle piccole dosi.
Krunic – FELICITA’ PUTTANA
Mmh. Ok, se serve per far numero. Però fa quanto meno uno strano effetto la sua presenza nella playlist.

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