Le Pagelle Che Non Lo Erano: Milan-Juventus 4-2

Non potevamo esimerci dal tributare il nostro omaggio al musicista italiano più conosciuto al mondo, che è andato a comporre per il Cinema in Paradiso. Le Pagelle Senza Voti della nostra vittoria contro gli Hateful Eleven sono ispirate ad alcuni dei 500 film per i quali ha realizzato la colonna sonora, ma anche ad alcune canzoni per le quali ha curato gli arrangiamenti. Here’s to you, Ennio Morricone.
 
Donnarumma – NON SON DEGNO DI TE (Gianni Morandi)
Non può fare il miracolo su Rabiot. Quasi ci riesce su Cristianuccio. E lo fa su Rugani, negando il pareggio alla squadra che per di più, ricordiamolo, continua a comprarlo, ogni anno, dal 2016 a oggi.
Conti – LA SCORTA
Finalmente rafforza la protezione della nostra difesa invece che essere quello da proteggere. Non trema davanti agli esponenti del crimine organizzato, forse eccede anche un pochino in rabbia agonistica prendendosi un’ammonizione che potrebbe evitare, e causando l’ingresso di Calabria che preferiremmo evitare (…anche se poi Davidino fa 10 minuti inappuntabili. Però ammettiamolo, abbiamo tremato tutti).
Kjaer – SAPORE DI SALE (Gino Paoli)
Non era al meglio, e tutti noi abbiamo gioito nel sapere che sarebbe stato della partita. Però la sua partita lascia un gusto un po’ amaro di cose perdute, di cose Musacchie; balla un po’ nel finale sulle palle buttate dentro, e il gol di Cristianuccio è un errore in compartecipazione con Romagnoli. Però come si diceva, non era sicuro di giocare. E dopo le pallonate in faccia non è sicuro di aver giocato.
Romagnoli – MILANO ODIA: LA POLIZIA NON PUO’ SPARARE
I malavitosi gli danno sui nervi, si sa: da anni va in apnea al loro cospetto. Dovrebbe intervenire su Rabiot, invece si fa portare a spasso; sei minuti dopo va a scontrarsi con Kjaer lasciando via libera a Cristianuccio. In un paio di occasioni, poi, sono i suoi compagni a ristabilire l’ordine in area.
TheoHernandez – STANNO TUTTI BENE
Una delle sue migliori partite nella nostra metà campo – e fa malissimo agli avversari quando va nella loro. L’unica defaillance è proprio sulla linea di centrocampo, quando Rabiot è fortunato nel trovare il tunnel. Anche se non entra direttamente nelle azioni dei gol, è l’espressione più evidente della buona condizione fisica della squadra.
Kessié – LA COSA
Come nel classico di John Carpenter, un essere diabolico e letale ha assunto le sue sembianze. Solido a centrocampo, importantissimo in difesa, va in slalom nell’area dei gobbi malefici e pareggia sotto gli occhi di tre di loro, attoniti quasi quanto quelli di tutti noi.
Bennacer – UN SACCO BELLO
Lotta e svolazza, prendendo il sopravvento sui centrocampisti avversari nel secondo tempo. Dopo un po’ di prove opache, viene fuori al momento giusto.
Saelesmaekers – L’ESTASI DELL’ORO (Il buono, il brutto e il cattivo)
Forse è stato sopraffatto dalle lodi dei giorni scorsi, si è sentito arrivato, col futuro in cassaforte. Forse è ancora troppo tenero per giocarsela contro certi banditi.
Paquetà – O GENEROSA! (Inno della serie A)
Come l’inno di Giovanni Allevi, non c’entra niente con la bella musica in cui lo abbiamo inserito, e quando finisce è un bene per tutti. Detto questo, continuiamo ad aspettarlo. Non perché abbiamo fiducia in lui, è più perché siamo poco lucidi.
Ibrahimovic – L’UOMO DELLE STELLE
Illudersi, si sa, è pericoloso – ciò non toglie che per quel paio di minuti sia una figata. E noi stiamo elaborando questa illusione, diteci se vi piace: tra qualche anno, una decina di giocatori giunti all’apice della carriera ricorderanno il 2020 anche perché fu l’anno in cui un uomo grosso e svitato riuscì a farli sentire qualcosa di diverso dagli scappati di casa che erano nel 2019: la sua sola presenza era di ispirazione, li faceva desiderare di essere degni della sua presenza e attenzione, tirò fuori il calciatore che era in loro. Segna il rigore che avvia la rimonta, e poco dopo innesca la serpentina con cui Kessié va a pareggiare, con un pallone su cui è scritto “Andrà tutto bene” – e Franckone ci crede, perché se lo dice Ibra dev’essere vero.
Rebic – NEL CENTRO DEL MIRINO
Incredibilmente, non mette dentro il suo primo tiro in porta, rovinando la sua media, ma rimedia subito col secondo. Ci mette un tempo a entrare in partita, però quando lo fa è un supplizio per gli avversari, che riescono a fermarlo solo buttandolo in terra o usando le braccia. Entra in tre dei quattro gol, ma se Gigio non fosse pronto su Rugani ci penserebbe lui, piazzato al punto giusto nel momento giusto, in difesa come in attacco.
Calhanoglu – GLI INTOCCABILI
Entra in campo e guardacaso, sistemiamo gli Al Caponi del calcio. Oggi è uno dei giocatori più irrinunciabili che abbiamo. Tu guarda la vita, a volte.
Leao – MISSION
Tante volte è entrato nel secondo tempo con la missione di infiammare il nostro gioco di attacco, e invece lo inumidiva. Ora finalmente ci sta riuscendo. Stanno arrivando i gol ma anche l’intesa coi compagni e – occhio qui, parole grosse – l’intelligenza tattica per andare in pressing su Alecsandro inducendolo a un errore veramente scemo sul quale un giocatore veramente intelligente legge la situazione e…
Bonaventura – SE TELEFONANDO (Mina)
…se guardandolo negli occhi gli sapessimo dir basta – eccetera. Entra e giocando quasi da seconda punta fa un sacrosanto male ai malavitosi; intercetta d’intuito la bananiera del difensore avversario e mette la palla al centro in modo che Rebic tiri una Mina.

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