Le Pagelle Che Non Lo Erano: Lecce-Milan 1-4

È tornato il virus contro cui non v’è vaccino, è tornato il campionato e con lui il morbo che amiamo: il tifo! Inevitabile giudicare il ritorno dei nostri campioni omaggiando i fuoriclasse che li hanno sostituiti in questi mesi, giocando a tutto campo: i virologi, o epidemiologi, o immunologi, o ufologi protagonisti delle nostre serate primaverili. Anche loro in fondo hanno generato nel Paese appassionanti dualismi che hanno fatto discutere quanto le classiche rivalità che facevano schierare gli italiani per Rivera o per Mazzola, per Totti o per Del Piero, per la Juventus o per la decenza. Purtroppo, anche con tante sostituzioni, ci è stato impossibile citare le migliaia di virologi che questo Paese evidentemente malatissimo ha prodotto, perciò sapete, non escludiamo una seconda ondata (…di pagelle, beninteso).
 
Donnarumma – Guido Silvestri
Il nostro virologo più internazionale, sempre sul mercato tra Atlanta e Parigi. La serata non lo impegna molto, può solo constatare che nell’area del Milan il virus del rigore viene trasportato dalle correnti d’aria, mentre in altre ce lo trasporta personalmente l’arbitro.
Conti – Fabrizio Pregliasco
Non parte benissimo, però poi cresce e sfodera finanche un assist – anche se è vero che un po’ glielo permettono gli avversari: oggi in un dibattito con il Lecce, così come in un dibattito con Sgarbi, sarebbe difficile non fare bella figura.
Kjaer – Guido Bertolaso
Possiamo stare tranquilli, c’è lui – uh, ops.
Romagnoli – Alessandra Mussolini
Sembra non divertirsi nemmeno e fare semplicemente il suo dovere, proprio come la preparata Esperta in Qualunque Cosa che timbra scrupolosamente il suo cartellino e dà il suo importante contributo in ogni imperdibile trasmissione della limpida Barbara D’Urso.
Theo Hernández – Roberto Burioni
Grazie anche ai capelli da ribelle, sembra ovunque: monopolizza la fascia e l’attenzione e blasta il diretto concorrente.
Kessié – Roberto Burioni
Grazie anche ai capelli da alpaca, sembra ovunque: si muove con sicurezza costante a centrocampo, distribuendo scarpate, pareri tranchant e palloni tranciati.
Bennacer – Roberto Burioni
Grazie anche alla tendenza a gettarsi ovunque, ogni tanto perde colpi, sembra un po’ affaticato. Non vorremmo certo vederlo in un ospedale invece che in televisione, un giorno. Non sia mai.
Bonaventura – Andrea Crisanti
Piglio da leader, mosse da istrione, al momento giusto castiga gli avversari che credevano di averlo imbrigliato coi loro decreti. Lo vorreste nella vostra task-force? Ci sono i pro, ci sono i contro: stasera, si vedono i pro (ovviamente. Di calcio non capiamo un ostrega, ma quando passa un carro su cui saltare, zompiamo che è un piacere).
Calhanoglu – Ilaria Capua
Anche lui è bersagliato dagli hater come la dottoressa che i no-vax accusano di essere laureata in veterinaria (…nel qual caso, sarebbe più che adatta a curare molti dei pangolini che la insultano). Ma se ne fa una ragione e domina la scena da luminare: entra in tre dei gol come fossero programmi di prima serata. Chissà se il suo LUNGO tempo di incubazione è finito, e sta finalmente per esplodere in tutta la sua viralità. E virilità, via.
Castillejo – Alberto Zangrillo
Con quel suo amabile fare da guappo tutto verve, trova modo di bucare lo schermo e la rete del Lecce. Come il medico di Berlusconi, Samu è il tipo di giocatore che sarebbe piaciuto a Berlusconi anche se a dire il vero, è con noi perché Berlusconi non c’è più, il che, pensandoci, rischia di non essere del tutto un complimento, se cogliete la sfumatura, ma non era intenzionale, scusate, ci siamo ingarbugliati, forse stiamo persino per sconfinare in una polemica – e oplà!, questo ci riporta a Zangrillo. Visto? Tutto sistemato.
Rebic – Giulio Tarro
Come l’allievo di Sabin (lo Zlatan dei virologi) nonché autoproclamato “Miglior Virologo del Mondo”, non si fa intimidire da chi gli dà del mitomane, e con la stessa compiaciuta arroganza con cui ha rinunciato all’uso del cervello contro la Iuvenda, si lancia in campo aperto per vibrare un colpo che fa vacillare i poteri forti leccesi. Quando segna, ha l’aria di guardarci come se si ritenesse il Miglior Attaccante del Mondo. A volte saremmo persino disposti a crederci. Ok, non stiamo benissimo, forse dovremmo chiamare un virologo – ne conoscete uno?
Gabbia – Maria Rita Gismondo
È inevitabile che in ambiente violento come l’immunologia (o la nostra difesa) qualcuno prima o poi finisca per pagare dazio: succede più facilmente a chi manca di quell’astuzia che contraddistingue il grande difensore o il grande virologo.
Saelemakers – Pierluigi Lo Palco
Entra e anestetizza il dibattito. Per Giove, che efficacia.
Leao – Andrea Scanzi
Mette la faccina sul cross di Conti e segna il quarto gol a un Lecce ormai in disarmo, poi rivendica la sua sapienza facendo lo smargiasso col pubblico (…visto che non c’è). Forse serve a qualcosa, non abbiamo ancora capito ma non smettiamo di sperare, non costa nulla. Davvero: mica lo paghiamo noi.

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