Lazio-Milan: le Pagelle Che Non Lo Erano

Laurona, cuora rossonera, si è vista sfuggire l’Oscar. Peccato, ma può permetterselo. Il Milan invece non può permettersi di farsi sfuggire la Nonsuperlega. Per cui speriamo che come Laurona, si riprenda subito e nelle prossime partite si conquisti sul campo il suo Grammy Awards mettendo fine alle Grammy Figure. Confidiamo che queste due sconfitte consecutive siano una pausina nel nostro cammino, e la squadra torni a fare la voce grossa come la diva di Solarolo. Allo scopo, le pagelle di Lazio-Milan sono ispirate alle canzoni con cui la più famosa popstar italiana impone la sua legge negli stadi italiani, a cominciare da San Siro.
 
Donnarumma – SEAMISAI
Una parata fulminea (di mano sinistra) su Immobile solo in area a 3 metri dalla porta, e un’altra su Correa nel secondo tempo, stavolta di destro. In mezzo, il raddoppio di Correa, sul quale non riesce a far nulla. Per alcuni era una legna ravvicinata difficile da prendere, per altri in quella situazione un portiere deve prendere tutto. Eppure il grande dibattito non verte su questo, ma sul suo scambio di sorrisi con l’ex compagno Reina a fine partita. Per quanto ci riguarda, quello che vediamo in campo è più importante delle faccine e delle foto sui social – ma è anche vero che se chiedi tanti soldi ma soprattutto se ami un po’ la squadra devi essere abbastanza furbo da sapere che certe immagini, selezionate ad arte dalla perennemente fetida e perennemente gobba Sky, daranno molto sui nervi. Invece, niente da fare: da Albertosi a Sebarossi, da Galli a Dida, da Abbiati a Lehmann, continua la nostra tradizione di portieri magari anche molto forti, ma mai molto furbi.
Calabria – IO SÌ
Non è al meglio, e si sa, ci ha sempre messo un po’ a riprendere la piena forma dopo gli infortuni. Perciò in questo periodo è in versione soldatino: come tutti i suoi compagni non riesce a spingere, ma perlomeno c’è: sul suo lato non ci pare di ricordare traballamenti, anzi sul primo gol prova persino a rinvenire su Correa lasciato andare dai due centrali.
Tomori – COME SE NON FOSSE STATO MAI AMORE
È vero, l’arbitro internazionale Daniele Orsato prende una decisione tra le più luride e schifose di quest’anno, soprattutto perché la prende dopo essersi goduto al VAR l’ennesima scarpata del suo amico Leiva. Ma è vero anche che il primo attacco che la Latzzzie porta dopo 8 minuti di traccheggio nel secondo tempo non è per nulla saettante e irresistibile, tant’è che Oluwafikayomi Oluwadamilola ha il tempo di prendere in oluconsegna Olucorrea e scegliere l’olumomento in cui affrontarlo. Ma proprio come nel primo gol, si fa bere che è un piacere, e lo lascia tirare anche 3 minuti dopo – è Donnarumma a deviare in angolo il tiro perfettamente angolato. Nel giro di quindici giorni, dall’astro nascente che dovevamo assolutamente fare nostro è diventato il tipo che, quasi quasi, per 28 milioni, forse il Chelsea se lo può tenere. Sembra in confusione. Uno di noi.
Kjaer – SURRENDER
Ha l’aria di quello che ha appeso lo spadone al chiodo, e ha certamente questa faccia quando esce al 73esimo. Forse un concorso di colpa sul primo gol, ma alla lunga tiene bene su Immobile, che dopo la prima fiammata nei primi cinque minuti, ritorna in partita esattamente nel momento in cui il vichingo veleggia fuori dal campo.
TheoHernandez – PERCHÈ NON TORNA PIÙ
Perché non torna più? La canzone che cantavamo nelle docce a squarciagola? Perché non torna più la felicità della nostra età? Perché, soprattutto, nel 2021 ha deciso di smettere col calcio, zio cantante?
Bennacer – IN ASSENZA DI TE
Come Laurona, ci ritroviamo come un albero nudo senza te, senza foglie e radici ormai: abbandonati così. Per rinascere ci servi qui.
Kessié – NON C’È
Sul piano della pura quantità non gioca una brutta partita, sbaglia pochi passaggi e tiene a bada MilinkovicSavic – ma non riesce a sollevare una squadra che è diventata troppo pesante anche per lui, e ad arginare una Lazio marpiona che gioca in modo da tagliarlo fuori. È un Presidente senza potere, anche se a ben guardare è il più pericoloso di tutti, quando nei minuti finali colpisce la solita traversa. In ogni caso, sia chiaro: se esiste un Dio, non può scordarsi di noi, anche se fra lui e noi c’è un cielo nero, nero senza fine.
Saelemaekers – LA SOLITUDINE
Nel nostro diario abbiamo una fotografia, lui ha gli occhi di un bambino un poco timido. La stringiamo al cuore e sentiamo che lui c’è! Ma ancora una volta Padre Pioli lo toglie: di certo il suo parere non l’ha chiesto mai, ha detto: “un giorno tu mi capirai”. Noi, non del tutto. Non possiamo far altro che andare in camera e stringere forte il cuscino, e sperare che il treno delle sette e trenta non sia perso.
Calhanoglu – IL CORAGGIO DI ANDARE
Sulla qualità che sta dando alla squadra, sorvoliamo, ma con una mongolfiera proprio. In compenso, bisogna riconoscere che è quello che tira più di tutti. Sfoggiando un certo eclettismo: tira molto piano, o molto fuori, o molto sul portiere, o molto sugli avversari. Due settimane fa speravamo fosse in ripresa, invece è uno dei principali desaparecidos del girone di ritorno. Lui e il suo procuratore stanno facendo i loro conti. La solita Giuvenda – sempre in agguato, malgrado i superdebiti – farà i suoi. Pure noi nel nostro piccolo faremo i nostri.
Mandzukic – IL MIO SBAGLIO PIÙ GRANDE
Dopo 15 secondi tocca una palla intelligente in velocità per Hakan. Dopo di che, la sua partita diventa uno spettacolo penoso, non riesce a prendere quasi nessuno dei nostri patetici cross, eccetto un paio di sponde di testa per nulla decisive. Ha pure un’occasione, cioè un debole piatto su Reina al 46mo del primo tempo (su assist di Salsaemerengue) nella fase migliore della nostra partita. Appare distrutto di fatica già dopo venti minuti, e viene sadicamente vessato dall’arbitro internazionale Daniele Orsato soprattutto per falli che non è nemmeno in grado di fare. Speriamo di essere smentiti ma difficilmente ci sarà utile in questo finale di campionato – proprio come non lo è mai stato, da gennaio a oggi. Speriamo di essere smentiti e derisi, ma temiamo si sia già accodato a Bonucci e Higuain nel filotto di ex idoli dei Malavitosi venuti da noi a spostare gli equilibri – a favore di tutte le avversarie. Puntare su di lui come unica alternativa a Zlatan è stata una pensata totalmente sconsigliabile, come per Laurona salire sul palco senza mutande in Perù.
Rebic – DOVE SEI?
Ah, boh. Per dirla con Laurona: “Sento che ci sei nell’aria della città. Non lo saprò mai se è un sogno oppure realtà”.
BrahimDiaz – LA IMPRESIÒN
30 minuti in campo, e nessunissimo impatto sulla partita. Che impresiòn, davéro.
Leao – UN GIORNO SENZA TE
Proviamo a partire senza di lui. Non cambia niente. Proviamo a metterlo per mezz’ora. Non cambia niente. “Di te ho bisogno, sì ma quanto non lo so. Perché io avevo un sogno e dov’è andato non lo so. Perché qui amore mio, non stiamo in piedi e te lo dico io”.
Dalot – IL CASO È CHIUSO
Dobbiamo anche ammettere che le ultime partite – o scampoli di partite – le sta giocando decentemente, e nel finale contro la Lazio sembra dare quel po’ di spinta che Calabria in questo periodo non riesce a dare. Però il campionato sta finendo, e leggiamo che il suo agente lo ritiene “un calciatore d’élite”, e che per il Manchester United vale 20 milioni. Bene. Per quanto ci riguarda il caso è chiuso.
Tonali – TU COSA SOGNI?
Guardiamo i fatti: se ti fai portare via da Meitè il posto da prima riserva di centrocampo, qualcosa non ha funzionato. Forse non ha la convinzione per convincere Pioli, vai a capire. A noi sembra strano vederlo così fuori da questa squadra, anche perché quando entra di voglia pare averne, e in una partita in cui nessuno tira, riesce a far paura a Reina alla prima opportunità. È anche vero che siamo a zero gol in 36 apparizioni, e questa cosa fa paura anche lei.
Romagnoli – COLPEVOLE
Dopo i tanti processi, la nuova disfatta di Tomori suscita l’esultanza vendicativa dei suoi fedeli, in una specie di guerra ideologica tra milanisti della quale non si sente un gran bisogno – e ci piacerebbe poter dire che né lui né la squadra di cui è (era?) capitano ne risentono, ma si vede lontano un miglio che non è così. Sarebbe davvero bello vederlo prendere per mano la squadra nelle ultime cinque partite e tirarla fuori da questo momento, trascinarla da capitano. Vogliamo crederci? Raga, onestamente sarebbe uno scenario un po’ inedito. Ma sapete una cosa? Non costa niente.

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