Genoa-Milan 0-1: le Pagelle Che Non Lo Erano

L’argomento della settimana sono certamente state le code vere o presunte, lunghe o corte, verificatesi in qualche centro dell’Italia Meridionale per capire come prendere il reddito di cittadinanza. E sia il gol avvenuto in coda alla partita sia l’atteggiamento dei nostri, che a lungo sono sembrati in attesa dell’assistenzialismo dei loro avversari, ci inducono a utilizzare per le Pagelle Senza Voti di Genoa-Milan un campionario di code che ce l’hanno fatta.
 
Donnarumma – CODA ALLA VACCINARA
Il Genoa ci mette anche paura, eppure Gigio non non deve mai lavorare – a dirla tutta potrebbe anche mettersi dietro la porta a preparare la cena per i compagni.
Borini – CODA DI LUPO
Come nel brano di Fabrizio De André, che i più giovani conosceranno in quanto idolo di Salvini – non tanto per le canzoni, ma per quel suo bell’agriturismo in Sardegna – il nostro eroe popolare si innamora di tutto e corre dietro ai cani, ma Laxalt si beve sia lui che loro. Ma quando nel finale Ringhio lo manda avanti, dà il suo contributo al manovrone che porta al gol. GOL!
Romagnoli – CODA DI PAVONE
Bello da vedere – ma soprattutto, ha occhi ovunque.
Bonucci – CODA DELLA COMETA
Il modo in cui si è agganciato a Romagnoli in difesa è la chiave del suo ritrovato rendimento, sia dietro che quando si spinge in avanti: veloce a recuperare per servire con precisione Suso a 15 secondi dalla fine, per la preparazione del GOL!
Rodriguez – CODA ALLE POSTE
Sembra poter risolvere la pratica in 5 minuti ma consegna la busta all’impiegato Kalinic che se la perde: da lì in poi passa il tempo in depressione a guardare la gente che gli passa davanti (“Anche lei signora, l’ho vista! In Svizzera e in Germania queste cose non succedevano”).
Kessié – KODA FRATELLO ORSO
Caracolla praticamente ovunque, sbagliando anche un  bel po’, ma nella parte finale della partita riesce a imporre il suo fisico alle api del centrocampo genoano.
Biglia – CODA SULLA A1
Continuano i lavori in corso.
Bonaventura – CODACONS
Tantissimi esposti, dei quali sfugge l’efficacia.
Suso – CODA DI PAGLIA
Clamorosamente inconcludente, esaspera i tifosi e i compagni per 93 minuti ma mai metterlo in discussione: negli ultimi 60 secondi, offeso e piccato, inventa per rappresaglia il cross del gol. GOL!
Calhanoglu – CODA DI LUCERTOLA
Nel momento di difficoltà, ci separiamo da lui ed ecco che iniziamo a muoverci più spediti.
Kalinic – CODA DI ROSPO
Dal nome sembrerebbe un anfibio – invece è un pesce. Lo stesso vale per Nikolone nostro: continuiamo a sperare che sia un centravanti. Invece è un pesce.
Cutrone – CODA dei LED ZEPPELIN
Postumo e in effetti non decisivo nella discografia così come nell’assalto finale, ma il casino che riesce a fare piace sempre – e siamo persuasi che contagi i compagni, ricordando peraltro che bisogna fare GOL!
Calabria – CODA DI RONDINE di SALVADOR DALI’
Come l’ultimo dipinto del maestro spagnolo, è del tutto incomprensibile (…caratteristica non estranea anche a parecchi dei dipinti precedenti). Decisamente, Davidino quest’anno ha la nostra attenzione: se prima pensavamo fosse un onesto difensore, oggi ci viene il dubbio che porti genio e sregolatezza a un ruolo che francamente non li prevede. E tuttavia, quando per cause probabilmente a lui ignote riesce a prendere la partita nel senso giusto, la spacca come pochi. L’attacco genoano esce dal campo nel momento in cui lui entra.
André Silva – COLPO DI CODA
E insomma GOL!

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