Fiorentina-Milan: le Pagelle Che Non Lo Erano

“Godi, Fiorenza”. Nel canto XXVI dell’Inferno, Dante manda affancuore la sua stessa città (non che sia mai stato carino con le altre. Poi si stupiva di essere un esule). In omaggio a un fiorentino immusonito quanto noi, ecco sfilare, nell’ennesima debacle di questo girone (di ritorno) infernale, le nostre anime prave.

Diego Lopez – ULISSE
Che si produca in numeri eroici, non sfugge a nessuno – e un po’ di bene gli vogliamo. Tuttavia, come il re di Itaca, non è mai padrone a casa sua: non sembra MAI il più autorevole nella sua area piccola, e sui mille calci d’angolo e cross concessi ai viola è insicuro quanto i compagni.
Abate – BOCCA DEGLI ABATI
Fermo restando che l’associazione è smaccatamente dovuta al nome, il personaggio poetato da Dante viene punito aver tradito i suoi in battaglia, disorientando le schiere che lo seguivano; allo stesso modo, il capitano dei giallognoli (cioè, noi) rimane lì inerte mentre Gonzalo va a saltare, e inizia il massacro.
Mexes – TAIDE
“La puttana che rispuose al drudo suo quando disse ‘Ho io grazie grandi appo te?’ ‘Anzi maravigliose?'” Non gioca appo malissimo, ma appo nel secondo tempo se ne accorge, gli sale la lussuria, e appo inizia a perdere palloni e avversari. Appo, Mexes nelle nostre pagelle è sempre femmina, e i personaggi femminili nell’inferno sono due. E lui, come diceva l’altro sommo poeta, non è Francesca.
(ta-da-da-dan)
Paletta – BRUNETTO LATINI
Nonostante “lo cotto aspetto”, almeno fino al concitato finale sembra assurgere a maestro. Quando alla fine gli sfuggono sia paradiso che purgatorio, ser Paletto constata che la sua gente è “avara, invidiosa, superba”. Non era così convincente al Parma (e men che mai in Nazionale) ma sarà bene pensare a ricostruire la difesa attorno a lui. Se non altro perché la sua priorità non sarà mai la pubblicità della Nivea.
Antonelli – PIER DELLE VIGNE
Il suo destino è la selva dei suicidi, un mondo alla rovescia in cui da capitano di una squadra che si fa rispettare, diventa anonimo in una squadra che non ha rispetto di se stessa.
Essien – L’ANZIAN DI SANTA ZITA
Un ex governatore obnubilato dal denaro.
Van Ginkel – TIZIO
Anche qui, la scelta è caduta semplicemente sul nome. Nell’Inferno c’è un Tizio? Okay. Van Ginkel è precisamente questo: un tizio.
(…non stiamo nemmeno più a sprecare insulti)
Bonaventura – VIRGILIO
Difende e subito attacca, e porge il più sghembo e insieme il più volitivo degli assist a Destro. Gli tocca di farsi il mazzo anche se la cosa non gli varrà il Paradiso: è evidente che nella squadra ci sono Beatrici che se la tirano maggiormente, e non lo considerano una guida.
Honda – NICCOLO’ III
Conficcato nel terreno e completamente svanito: vede Dante, e gli dice “Sei tu, Bonifacio?” La sua figura riassume la degenerazione e l’inganno ai danni della (nostra) fede.
Menez – UGOLINO
Chiuso nella sua torre, mangia le nostre povere azioni: il suo peccato mortale è l’occasione del primo tempo in cui si fa rimontare dal difensore: potrebbe tirare, in un paio di istanti ha il passo giusto e l’angolo ideale – ma lo scellerato ASPETTA nella speranza che il difensore avversario lo tocchi in modo da ottenere il rigore. Ottiene un calcio d’angolo (certo, con Gianni Vio, sono come rigori – stessa cosa). Il contrappasso lo vede in piedi, solidamente piantato per terra, quando Joaquin sbuca alle sue spalle per il 2-1. Il suo scopo nella vita sembra giustificare tutto quello che Ibrahimovic pensa dei francesi.
Cerci – CAMICIONE DE’ PAZZI
Un tipo che allarga le braccia e fa presente che c’è chi ha peccati più gravi dei suoi, quindi, oh.
Destro – FRANCESCA DA RIMINI
Come la palpitante Francesca, con un guizzo inconsulto coglie l’occasione inaspettata per fare bisboccia – per contro, non onora il sacro vincolo tra attaccante e gol mancando completamente la più legittima occasione per il 2-2. Se fosse un giocatore da grande squadra, avrebbe preso quel pallone. D’altra parte, se fosse un giocatore da grande squadra, sarebbe in una grande squadra.
Bonera – CAGNAZZO
Entra per far capire chi comanda. Come sempre, si tratta degli altri.

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