Empoli-Milan 2-4: le Pagelle Che Non Lo Erano

In questi anni, ci siamo già giocati le pagelle a tema Albero di Natale, quelle sulle statuine del Presepe, quelle sulle Canzoni di Natale, quelle sui Film di Natale, quelle sui Regali di Natale, quelle sui Piatti tipici di Natale. Siamo al fondo del barile, amici. Ma per fortuna, ci viene in soccorso l’attualità, con un tema che appassiona gli italiani: i candidati alla Presidenza della Repubblica. Okay, non è vero, non frega veramente niente a nessuno se non ai politici e agli opinionisti, nella speranza di azzeccare il cavallo giusto e sistemare sempre meglio la progenie. Però caso vuole che il Milan abbia a sua volta il problema di sostituire il Presidente, che ci lascerà per la Coppa d’Africa, e forse anche per la Coppa d’Inghilterra. Pertanto, le nostre Pagelle Senza Voti sono ispirate dai candidati a sostituire Mattarella al Quirinale. E non sono nemmeno tutti: la rosa è molto più numerosa della nostra. D’altra parte, come dimostra anche l’età media, fanno un mestiere che (…battuta populista in arrivo) permette di godere di ottima salute. Siete autorizzati a un sorriso qualunquista. Tanto, non vi vede nessuno.

Maignan – PIERFERDINANDO CASINI
Non brilla per consistenza politica sul gol del pareggio; si oppone bene, con la punta delle dita, su un paio di conclusioni molto, ma molto pericolose dell’Empoli. In generale dà la sensazione di avere un po’ di pastafrolla sulle mani, come succede a qualche statista che vive con le mani in pasta.
Florenzi – PAOLO GENTILONI
Sottovalutatissimo proprio come il premier meno glamour degli ultimi cinquant’anni eppure in chiara crescita: ricambia la fiducia di Pioli prendendosi, dopo tanti tentativi, il primo gol da quando è al Milan, una rete che dà equilibrio in un momento delicato della storia del Paese.
Romagnoli – LETIZIA MORATTI
Il suo destino è quello di non risultare mai del tutto convincente, ma di ritrovarsi continue ricandidature, causate perlopiù da circostanze drammatiche. Fa cose strane un po’ ovunque, in difesa come in attacco (il possibile gol del tre a uno a fine primo tempo), ma sempre con l’espressione di chi sa quel che fa. Nel finale sfiora un gol che lo renderebbe ben accetto nei salotti della Milano-bene, ma ci piace pensare che lo segnerà quando se lo meriterà – e soprattutto, quando quel gol sarà veramente utile.
Tomori – MARCELLO PERA
Un po’ come il filosofo che disprezzava il berlusconismo fino a un mese prima di candidarsi per Forza Italia, sembra improvvisamente passato dal Kjaerismo al Bonerismo militante. È una filosofia che certamente incoraggia la libera iniziativa, ma soprattutto quella degli avversari. Speriamo sia solo una serata storta e di scarsa intesa col capitano, perché se Pinamonti, Cutrone e l’ispirato Bajrami lo mettono così in difficoltà, dovremo preoccuparci per il momento in cui si troverà di fronte ad attaccanti più decisi a destabilizzare le istituzioni?
TheoHernandez – FRANCESCO RUTELLI
Meglio di quel che sembra – ma spesso il suo narcisismo sfocia in iniziative così leziose che sembra che ci stia prendendo in giro. Si fa trovare pronto in occasione del gol, un attimo prima che partano le abituali malignità sulla sua famosa moglie. L’opposizione chiede con grandissimo coraggio una commissione d’inchiesta in occasione della sua rete – del resto il VAR di Milan-Napoli insegna che un motivo per affossare una legge irreprensibile si trova sempre.
Bennacer – GIULIANO AMATO
Prova discreta per il dottor Sottile del centrocampo, anche se nel momento di sofferenza della Repubblica, nella parte centrale del primo tempo, non sembra precisamente ergersi a baluardo.
Tonali – ROMANO PRODI
Nel Grande Centro sacrifica la qualità alla quantità, ma dà un gran filo da torcere agli avversari politici. Uno di questi dev’essere l’arbitro Marco Di Bello di Brindisi, che gli infligge un’ammonizione autenticamente eversiva, comprensibile solo col metro della rivalità ideologica. Temiamo che quando a gennaio non avremo molte alternative a centrocampo, ci ritornerà nelle narici l’odore di mortadella, se non apertamente di maiale, di questa ammonizione.
Saelemaekers – MARIO DRAGHI
Fa il fenomeno fin dal primo minuto: sembra davvero avere la strada in discesa, e i suoi oppositori non riescono a opporsi – se non con le maniere forti. Si era già visto qualcosa di buono quando era entrato col Napoli, ma con la prova di stasera finisce sulla copertina di The Economist come eccellenza italiana. Ok, non è italiano – in compenso l’Economist praticamente lo è, ma fa finta di no per darsi delle arie.
Kessié – SILVIO BERLUSCONI
Nessuno come lui divide la nostra nazione, ma obiettivamente gioca una partita da unto del Signore. Un gol di destro da fuori, uno di sinistro dopo incursione in area, palloni recuperati, e un’interpretazione ineccepibile del ruolo di trequartista, forse non così imprevedibile ripensando a certe sue giocate e assist anche in tempi recenti. Tanto che viene il dubbio che come il Cavaliere, abbia sempre giocato nel ruolo sbagliato: Presidente invece di Sceicco. Dal punto di vista economico, sarebbe stata una soluzione gradita a entrambi.
Messias – GIANNI LETTA
Molte attività sottotraccia, poco vistose, e diverse idee inascoltate; sue una bella conclusione tesa e un’altra acrobatica, ma più che come leader, si propone come tessitore ed eminenza grigia. Forse anche un po’ troppo grigia.
Giroud – SABINO CASSESE
Come l’86enne professore, il venerabile pensatore francese fa una partita di grandissima saggezza, facendo da sponda e permettendo gli inserimenti (finalmente!) dei compagni dei reparti arretrati. Va vicino al gol su calcio d’angolo, ma è forse l’unico momento in cui pensa a se stesso e non alla nazione. Che comunque sarebbe stata felicissima di vederlo segnare.
Kalulu – ROSY BINDI
Riappare all’improvviso – che fine aveva fatto? Tanta personalità e tanta smania di mettersi in luce, un po’ come la vamp dell’Azione Cattolica. Utilissimo dietro (provvidenziale un suo anticipo su Pinamonti), molto propositivo in avanti. Evidentemente chi prende le decisioni non lo trova sexy, ma forse può tornare utile in qualche ruolo istituzionale.
Bakayoko – OSCAR LUIGI SCALFARO
Dicono che fosse molto affidabile, quando era vivo. Eppure abbiamo qualche riserva sulla sua candidatura.
BrahimDiaz – DARIO FRANCESCHINI
Senza offesa, in questo momento è improponibile per il ruolo. Nei pochi minuti a sua disposizione ha una buona palla per imbastire un attacco. In mancanza di gente che lo butti a terra, va giù da solo. Lo aspettiamo a gennaio, quando il suo Long Covid si sarà tolto di mezzo.
Krunic – FEDEZ
Per un secondo qualcuno ha abboccato all’idea che fosse l’Uomo del Destino, ma si sapeva che la sua candidatura era un passatempo mediatico: giusto che continui serenamente a svolgere il suo ruolo di intrattenitore.

One Comment

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One Comment on “Empoli-Milan 2-4: le Pagelle Che Non Lo Erano
  1. Ma davvero Casini, Gentiloni, Letizia Moratti, Pera, Rutelli, Amato, Prodi, Draghi, Berlusconi, Gianni Letta, Cassese, Bindi, Scalfaro, Franceschini, Fedez sono candidati al colle? 😮 … sono basito 🙁 … forse l’unico credibile è Scalfaro 🤔

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