Chievo-Milan 1-4: le Pagelle Che Non Lo Erano

Per l’argomento della settimana cui ispirare le nostre PagelleSenzaVoti non c’era davvero l’imbarazzo della scelta: l’incresciosa questione legata ad Anna Frank si è imposta su tutti gli argomenti. E del resto chi più adatto di noi, che per decenni siamo stati oggetto dello sbarazzino coro “Rossoneri ebrei” dalla curva della seconda squadra di Milano (…ovviamente prima che a un certo punto, da un giorno all’altro si autonominassero tifosi più simpàttici d’Italia). Così, i nostri giudizi per Chievo-Milan sono basati su alcuni ebrei di chiara fama. D’altro canto, nel giorno in cui un tale Jesus si è confermato il nostro profeta, è il minimo.
 
Donnarumma – MARK ZUCKERBERG
Il giovanissimo miliardario ha un’aria sempre più indifferente nei riguardi di tutte quelle facce che turbinano vorticosamente attorno a lui – del resto, se guadagna tanto lo deve anche alla fesseria altrui. Ragguardevole il modo in cui salva un gol deviando il pallone con un poke.
Musacchio – P!NK
Si guarda sempre attorno con fare offeso. Non possiamo dire che ci incanta ma riesce a cavarsela.
Romagnoli – STEVEN SPIELBERG
Altra buona partita, vivaddio (…non sapremmo dire se sia un’espressione ebraica. Hanno sempre avuto un rapporto un po’ così col Capo). Oh, ma se alla fine lo facesse lui, il regista difensivo? In fondo in questi anni si è cimentato con soggetti drammatici (Bonucci), comici (Zapata), tragici (Gustavo Gomez), avventurosi (Paletta), fantascientifici (Rodrigo Ely).
Rodriguez – KARL MARX
Viene da ipotizzare che possa dare un apporto non limitato esclusivamente alla sinistra.
Calabria – JOEY RAMONE
Sfigato che riesce a trovare miracolosamente la chiave per eccellere – ma poi, essendo sfigato, lascia la scena anzitempo (en passant, pochi lo sanno ma il vero motto dei Ramones era: “Gobbi Gobbi hey”).
Kessie – WOODY ALLEN
A parte la evidente somiglianza fisica, la prestazione col Chievo li mette sullo stesso piano per la capacità di proporre contemporaneamente brillantezza e depressione cosmica.
Biglia – LOU REED
Ora come ora è il carismatico più stonato in circolazione. È una sofferenza vedere i suoi piedi di velluto COSI’ tanto Underground.
Borini – DAVID SCHWIMMER
Il meno vistoso dei Friends rossoneri, eppure quello che più si fa benvolere – e chissà che non si riveli anche lui, a sorpresa, quello con la carriera più sensata.
Suso – BAR REFAELI
Quando si è così fastidiosamente belli, tutti quei discorsi sull’intelligenza tattica passano un po’ in secondo piano.
Calhanoglu – BOB DYLAN
Irritante, discontinuo, quasi provocatorio. Noi lo vorremmo punto di riferimento per una generazione, lui si sottrae. Forse sia il Nobel che il numero 10 sono stati un azzardo? La risposta soffia nel vento – ma come ci è piaciuto vedere Hakan on Heaven’s Door.
Kalinic – BEN STILLER
A guardarlo, non sembra avere i requisiti per far divertire la gente, tuttavia dimostra una sua efficacia: ottimo nel quarto gol (e nel dettare il passaggio), ma anche nel movimento ad allargare sul contropiede che porta al terzo. Non lo troveremo mai bello in un modo assurdo, ma come è noto c’è altro nella vita.
Locatelli – GENE SIMMONS
Quando entra in campo, è sempre un segnale inequivocabile: al bando il cervello, e su col volume: Shout it out loud!
Montolivo – SCARLETT JOHANSSON
Non è mai una buona idea fare dei film che gli ruotino attorno, però anche vederlo recitare una piccola parte ci ha fatto piacere, siamo sinceramente affezionati al suo composto broncino.

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