Chievo-Milan 1-3: le Pagelle Che Non Lo Erano

Potevamo esimerci? Sì. Ciononostante, eccoci anche noi aggrappati all’hashtag del mese, con il nostro omaggio non solo ai Nobel della Letteratura Dario Fo e Bob Dylan, ma anche implicitamente a veronesi come Umberto Smaila che hanno dato tanta poesia al mondo. 

Donnarumma – GIOSUE’ CARDUCCI 
Nessun capolavoro, però è sempre attento sui tentativi del Chievo e sui tentativi del Milan – ovvero, i retropassaggi con cui i compagni lo cercano continuamente anche dall’area altrui. Poi, d’accordo, la palla cui tendeva la pargoletta mano entra, ma ci sta: si sa che Birsa, da lì, da’ bei vermigli fior.
Abate – SALVATORE QUASIMODO
Siccome ha capito che ognuno sta solo sul cuor della terra trafitto da un cross avversario, rinuncia a farne ma riesce a non subirne. Temevamo molto il suo rientro – perché è ancora quello della pietra e della fionda – ma nessuno si fa male.
Paletta – WINSTON CHURCHILL
Combatte sui mari e sugli oceani. Combatte con crescente fiducia e crescente forza nell’aria. Combatte sulle spiagge, combatte nei luoghi di sbarco, sui campi e sulle strade, sulle colline. Non si arrenderà mai.
Romagnoli – JEAN-PAUL SARTRE
Secondo il filosofo e scrittore francese, l’uomo è condannato a essere libero – o quanto meno centrale difensivo, in una difesa che inizia facendosi schiacciare. Ma è anche vero che l’uomo è l’essere che progetta di essere Dio (o perlomeno Sandro Nesta), perciò anche se continuiamo ad avere la sensazione che – con la scusa di fare degli altri un oggetto e percepirsi come l’oggetto d’altri – lasci le chiusure più sporche a Paletta, sembra acquistare sicurezze esistenzialiste di partita in partita. pirandello_2115119
De Sciglio – LUIGI PIRANDELLO
A tratti la sua recita è brillante, eppure in altri momenti solo l’umorismo tiene lontana la tragedia, perché il Fu Mattia De Sciglio è sempre personaggio in cerca di autore.
Kucka – JOHN STEINBECK
Lui c’è sempre, nascosto e dappertutto, col Furore di Tom Joad. Perché dove c’è qualcuno che lotta per dare da tirare a chi cerca di segnare, lui sarà lì. Dove c’è un veronese che picchia qualcuno, lui sarà lì. Sarà negli urli di quelli che esultano, e nelle risate dei milanisti quando col primo tiro in porta, la butta giù.
Locatelli – HERMAN HESSE
Primo tempo da 18enne che non ha letto Siddharta; secondo tempo, da 18enne che ha letto Siddharta e vi ha trovato il senso del centrocampo del Milan – o eventualmente, quello della vita, che è più semplice.
Suso – EUGENIO MONTALE
Spesso il male di giocare ha incontrato, ma certamente non nel primo tempo, nel quale un osso di seppia farebbe miglior figura; quando nel secondo tempo sembra capire ciò che non siamo, ciò che non vogliamo, Montella gli preferisce Poli, ilare uccello calunniato dai poeti.
Bonaventura – BOB DYLAN 
Nell’intervallo evidentemente capisce che chi non è occupato a nascere è impegnato a morire, e che i tempi devono cambiare, e che quando non hai niente, non hai nemmeno niente da perdere, e che qualcosa sta accadendo e Gamberini e Cacciatore non sanno cos’è ma lui sì – perciò si mette a giocare come sa, e allora It’s all over now, baby gialloblue.
Niang – SAMUEL BECKETT
Il teatro dell’assurdo in persona. Raramente abbiamo visto un giocatore dichiarare così apertamente guerra al pallone eppure riuscire così spesso a usarlo per colpi di scena folgoranti. Da due centimetri manca l’ennesimo gol facile per compiaciuta mollezza, poi nel secondo tempo un altro per mancanza di cervello, ma in mezzo ne fa uno complicato e magnifico. Buona fortuna a quelli che aspettano di vedere i famosi “margini di miglioramento”, è come aspettare Godot – più pragmaticamente, noi non aspettiamo e godiamo.
Lapadula – ERNEST HEMINGWAY Ernest-Hemingway-001
Botte e corrida in continuazione: entra in scena tardi ma quando lo fa trasforma la sua partita in una Fiesta mobile – e anche se non arriva il gol, fa sentire ai vecchi del Chievo per chi suona la campana.
Sosa – IMRE KERTESZ
La motivazione di questo Nobel è “Per una scrittura che sostiene l’esperienza fragile dell’individuo contro l’arbitrarietà barbarica della Storia”. Principito entra al posto di Lapadula in un momento in cui siamo preoccupatissimi dell’esperienza fragile degli individui, ma anche se non capiamo bene né il cambio né lui, in effetti aiuta a gestire questa cavolo di arbitrarietà barbarica che ci prende alla gola negli ultimi dieci minuti.
Poli – SVETLANA ALEKSIEVIC
La cui motivazione è invece “Per la sua opera polifonica, un monumento alla sofferenza e al coraggio nel nostro tempo”. Parole che possono evocare un solo uomo: il polifonico Poli, che pur sembrando sempre stranamente un po’ interdetto, anche quando interviene pulito, nel finale dà al suo centrocampo un tangibile contributo. Sofferente, beninteso. dario fo
Bacca – DARIO FO
Il suo gol è sghignazzo puro, è un lazzo in grammelot calcistico, è giullarata: è, indiscutibilmente, Mistero buffo.

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