Benevento-Milan 2-2: le Pagelle Che Non Lo Erano

Come già accaduto per la Spal, la nostra prima volta contro il Benevento in serie A merita un ritorno alle antiche abitudini delle Pagelle Senza Voti: l’omaggio alla città avversaria. E la solerte cittadina campana è nota per il Liquore Strega, il Premio Strega, e in definitiva, per le streghe – e le abbiamo viste, questo è certo. Persino il famoso Malleus Malleficarum, il libro cult degli inquisitori, le recensiva con riguardo, e diceva che erano serve del Diavolo. Peccato che il Diavolo abbia ritenuto di concedere loro una gratifica, giustificandosi con l’imminenza del Natale. Segno chiarissimo che è veramente confuso.
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Donnarumma – URSULA
Piazza i tentacoli dove può, in particolare sulla inverosimile legna di Letizia (…che strana idea però, tirare, no? Noi non facciamo di queste cose malefiche) ma viene affondato quando meno se lo aspetta. O forse doveva aspettarselo?
Musacchio – BLAIR WITCH
Invisibile per tutto il film.
Bonucci – YOKO ONO
Più di una volta – per esempio quando nel secondo tempo arpiona un pallone in area, poi un altro al limite, infine sbroglia una situazione pericolosa di tacco – mette in mostra delle piccole opere d’arte. Eppure non si fa che notare che da quando ha fatto la sua comparsa, nel complessino non c’è più armonia.
Romagnoli – MEDEA
La star assoluta delle tragedie greche, predestinata al disastro qualunque cosa faccia – o non faccia.
Rodriguez – AMELIA
Sembra che possa fare magie, invece si incista su una sola idea: fare il compitino sulla fascia e portare a casa la moneta – poi dicono che gli svizzeri non pensano che al soldo.
Montolivo – MALEFICA
Forse è ancora offeso perché escluso dalla lista degli invitati alla festa del nuovo Milan, sta di fatto che la cacciata di re Montella non lo esalta come si poteva pensare. Ragion per cui quando il Benevento alza il ritmo tutto il centrocampo pare seguirlo verso la luce verde che prelude alla caduta in catalessi della nostra Bella Squadra Addormentata.
Kessié – CIRCE
Sempre un’enigma: a tratti pare implacabile, in grado di fare sortilegi e trasformare gli avversari in maiali, anche quelli che prima del gol tentano di strangolarlo in area (mentre l’arbitro lascia che facciano perché si sa, so’ ragazzi, e poi non è mica il derby). Ma in troppi frangenti diventa una tremebonda donnina impaurita dagli scombinati uomini di terre lontane. Sarebbe ora che diventasse consapevole dei suoi poteri.
Borini – MAGA MAGO’
I suoi tentativi provocano un sano divertimento – finalmente una comicità pulita, per famiglie, non quelle cose spiacevoli che vanno tanto di moda oggi tra i giovani.
Bonaventura – STREGA DELL’EST
All’inizio sembra sballottato dal vento, poi inizia a imperversare, infine cede di schianto. Forse nel finale era lui a dover battere i tacchi e catapultarsi in Kansas.
Suso – STREGA DI BIANCANEVE
Una di quelle giornate in cui un gruppo di nanetti è sufficiente a cancellarlo.
Kalinic – WILLOW
Come l’amica di Buffy l’ammazzavampiri, dapprima si guadagna le nostre simpatie entrando magicamente in entrambi i gol, poi cede al lato oscuro e ogni suo gesto ci procura nocumento. Fino all’inutilissimo fallo con cui sciupa l’opportunità di tenere la palla lontana dall’area, avviando invece l’azione del gol del pareggio.
Abate – JADIS DI NARNIA
Entra, e in pochi minuti il gelo cala sul nostro mondo.
Biglia – HERMIONE GRANGER
Zelante, ammodo, diligente, ma forse ha ragione Draco Malfoy: alla fine è un babbano.

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