Io il Milan lo odio. Storie di Sampdorie (featuring Gonzo Kent)

(Che poi perchè dovrei odiare il Milan? L’odio, un sentimento così nobile…)

Io, romagnolo sampdoriano (il WWF ogni tanto mi telefona per sapere come sto) ho maturato negli anni una profonda avversione per i nerorossi (col presidente che avete, chiamarvi in altra maniera non mi sembra adeguato) ed è ora di eviscerarne il perchè e il percome.
Al Milan è legato il mio primo ricordo calcistico.
1980, ‘Portobello’, Enzo Tortora.
Prima di chiudere la trasmissione il noto presentatore comunica le condanne del primissimo processo calcioscommesse.
Al sentire ‘Retrocessione in B per Lazio e Milan’ partono in studio novantadue minuti di applausi.
Applaudo anch’io davanti al televisore senza capire bene perché. Avevo 9 anni ed ero incapace di intendere e di volere. Ero infatti ancora rubentino.

Non ho memoria poi né della doppia finale di Coppa Italia, la prima, decisa dai britannici Francis e Souness, nè della doppia vittoria nell’Anno Che Pioveva Focaccia (il 90-91 quando vincemmo l’ultimo campionato degno di questo nome) ma il mio animo resta marchiato da tre infauste derrote.

1. Finale di Supercoppa Europea, ritorno, Bologna, 29 novembre 1990: Milan-Samp 2-0, Gullit e Rijkaard. Mai una telecronaca mediaset è stata più smaccatamente milanista. Per Bruno Longhi evidentemente eravamo svizzeri o danesi.

2. Finale di Supercoppa Italiana, Milano, 28 agosto 1994: Milan-Samp 1-1 4-3 dts. Eravamo già diventati una discarica, anche milanista. Sbagliarono “il sampdoriano” Bubu Evani e Sinisa che dopo aver tenuto in piedi la squadra da solo spara sulla traversa il rigore decisivo. La chiara sensazione che eravamo una squadra da A2.

3. L’epopea del 3 maggio 1999, il 3-2 cesellato da una deviazione di mano di Castellini su tiro di Ganz. Io avevo approfittato del ponte per una vacanza elvetica e vissi uno struggente pomeriggio cercando disperatamente aggiornamenti sulle radio svizzere che scambiavano spesso le squadre in vantaggio, col doganiere di Chiasso che soccorre i blucerchiati in macchina: ‘Vi è andata bene. 2-2. E’ praticamente finita’, per poi invece maledire corriere di milanisti che mi passavano in autostrada bandiere al vento.

Auguri, o avversari, per domenica. Ho sognato l’esito e ve lo inoltro nell’immagine che allego. Pioverà (vedete le goccioline?). Saluti blucerchiati

Gonzo Kent

Tutti Pazzini per amore.

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