Io il Milan lo odio – Ma non è tutta colpa sua (featuring Gianluca “Ualone” Loggia)

Nel 1992 il Milan comprò Nando De Napoli per farne un simpatico ornamento da tribuna – Silvio ha sempre avuto il gusto del bello.

Non me ne fregava niente, del Milan, quando ho cominciato a rendermi conto del calcio. Conoscevo fondamentalmente due squadre. Il Napoli, che mio zio mi parlava solo di quella, e sinceramente ero troppo piccolo per capire perché. E la Juve, che mio zio mi parlava un po’ anche di quella, perché “la prossima volta le dobbiamo fare un mazzo tanto”.
Guardando i Mondiali dell’82, e innamorandomi definitivamente del calcio, cominciavo a dubitare dei pronostici di mio zio. La Juve, nell’album di figurine Panini, era praticamente uguale alla nazionale campione del mondo, solo con una maglia molto più brutta. Il Napoli, invece, aveva la maglia della nazionale (solo un po’ sbiadita), indossata da una schiera di perfetti sconosciuti.

Eppure, aveva ragione mio zio. Quella famosa “prossima volta” arrivò, e si chiamava Diego Armando Maradona. Fece il mazzo tanto alla Juve, più e più volte, e mi rese un ragazzino felice, perché in classe potevo dire di tifare per la squadra più forte del campionato.
Del Milan, dicevo, non me ne fregava veramente niente. Mi accorsi della sua esistenza, eccome se me ne accorsi, il 3 gennaio del 1988, con un Milan – Napoli 4-1 che mi fece abbastanza male. Mai quanto mi fece male il Napoli – Milan 2-3 dello stesso campionato. La partita che avrebbe dovuto consacrarci campioni d’Italia per la seconda volta consecutiva, e invece assegnò lo scudetto proprio al Milan. Ora, mettetevi nei miei panni. Un ragazzino di 13 anni vede la sua squadra del cuore, in testa alla classifica per quasi due campionati di fila, essere superata nelle ultime giornate da una squadra che non è neanche quella a cui bisogna fare il mazzo tanto. Cioè, ma voi chi siete, scusate? Vi ha mai nominati mio zio? No. E allora? È normale che scatti l’odio.
Ed è normale che si amplifichi pure, l’odio, se poi questi vanno a vincere due Coppe dei Campioni di fila, diventando la squadra più forte del mondo. Il tutto grazie sempre a quello scudetto strappato a noi. Pensateci. Se il campionato del 1988 l’avesse vinto, come era giusto che fosse ai mei occhi di ragazzino tifoso, il Napoli di Maradona, il grande Milan di Sacchi e degli olandesi e bla bla bla non sarebbe mai neanche esistito. No, davvero. In Coppa dei Campioni ci andava una squadra sola. Difficile vincerla se giochi invece la Coppa Uefa.
E invece quello scudetto lo vinse il Milan, e io lo odio fondamentalmente per questo, per quel Napoli – Milan 2-3 che rimane ancora oggi una delle batoste più brutte della mia carriera di tifoso. E non è tutta colpa del Milan, che fondamentalmente ha fatto il suo. È colpa anche di un Napoli che a cinque giornate dalla fine era in vantaggio di quattro punti (con due punti a vittoria, eh, quindi non facilissimi da rimontare) e si è fatto soffiare uno scudetto praticamente quasi già vinto. Per quante volte ho pensato, negli anni successivi, che poteva essere il Napoli la squadra più forte del mondo? Bastava vincere quel campionato. Per forza poi devi odiare il Milan, anche se non è tutta colpa sua.
È che poi la capacità di mettersi tra i coglioni, comunque, ce l’ha avuta anche recentemente. Due anni fa, per esempio. Un altro campionato in cui a un certo punto il Milan si è trovato a +6 dal Napoli grazie agli scontri diretti vinti. Li avessimo vinti noi, probabilmente avremmo vinto anche quel campionato. Ma la squadra era giovane, non abituata a lottare per il vertice, ha sentito la pressione… Insomma, ancora una volta non è stata tutta colpa del Milan, che però ancora una volta, giustamente, ha preso e intascato.
Un po’ di odio ci vuole, dai. Anche se non è tutta colpa sua.

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