I cinque Cagliari-Milan della nostra vita

AC Milan's midfielder of Sierra Leone Ro

12 marzo 1972, Cagliari-Milan 2-1. Il quaderno storico delle lamentele rossonere ha una bella paginona scritta in rosso con la data del 12/3/72. Siamo in piena corsa per il titolo con la solita Juve e il Toro di Radice, quel giorno defraudato a Genova di un gol di Agroppi. A noi in un certo senso va anche peggio, perché ci illudiamo di poter sbancare l’Amsicora di Cagliari prima di essere purgati dall’arbitro Michelotti di Parma: a 4′ dalla fine, sull’1-1, fischia il rigore per un fallo di mano inesistente su Anquilletti, impegnato in marcatura su Riva prima che la palla gli carambolasse sul braccio. Riva segna, il Milan perde due punti dalla Juve e perde anche Rivera, che sbrocca davanti a microfoni e taccuini: “Queste cose alla Juve non succedono. Finché dura Campanati (il designatore arbitrale, ndr), non c’è niente da fare. Scudetti non ne vinciamo. Avevo previsto che ci avrebbero inculati nella partita di Torino, ed è andata così”. Francesco Totti – vedete anche voi – non ha inventato niente.

rivera-72

2 maggio 1982, Cagliari-Milan 1-1. Terzultima giornata. Siamo a tre passi dall’inferno: la classifica dice Bologna e Cagliari 21, Genoa e Milan 20, Como (già spacciato) 13. Ne consegue che dobbiamo vincere a Cagliari per riprendere ossigeno e colore. Buona la partenza: Battistini ci porta in vantaggio con una ciavattata da fuori area. Non abbiamo che da difendere, ma 9 minuti dopo tale Roberto Quagliozzi da Pontecorvo (Frosinone) si trova bel bello indisturbato nel cuore dell’area piccola e pareggia di testa. Sguardi d’intesa nel settore ospite: se abbiamo preso gol da uno che si chiama Quagliozzi, meritiamo di retrocedere. Anche se lì per lì qualcuno è persino soddisfatto: “Buono il punto, tanto domenica prossima a San Siro arriva un Torino senza più obiettivi”. Ma mai rimandare a domani il punto in più che potevi prendere oggi.

2 febbraio 1992, Cagliari-Milan 1-4. Il Milan è ancora imbattuto (e lo rimarrà fino a fine campionato), ma il Cagliari del sor Carletto Mazzone lo fa tribolare. Segna per primo il suo fido scudiero Bisoli, “il Briegel dei poveri”, al primo gol in serie A, già allora pericolosamente somigliante al vicino di casa serial killer che sembrava tanto una brava persona. Nell’intervallo Berlusconi si concede generosamente ai microfoni, sfoggiando un cappellaccio stile Chicago Anni Venti e l’immancabile “giuoco”. Nel secondo lo strapotere del Milan sfocia più volte nell’ultraviolenza. Van Basten viene immortalato nell’atto di parlottare con Capello e fare un “tre” con le dita della mano, dopo di che ne fa davvero tre: di astuzia, di classe e su rigore, dopo l’immancabile saltino. Chiude la sagra Massaro, che non manca mai di partecipare a un lauto banchetto. Il Milan ha il campionato in mano e lo ipotecherà la settimana successiva, col pareggio per 1-1 nello scontro diretto con l’inseguitrice Juve.

Cagliari-Milan 0-0, 27 febbraio 2000. Dopo una settimana passata ad accarezzare un incredibile secondo scudetto consecutivo, grazie a una vittoria sulla Lazio che ci ha portato a -2 dalla vetta, il Milan-bis di Zaccheroni incappa in un pomeriggio sciagurato a Cagliari, racchiuso in una statistica imbarazzante che non ha precedenti né seguiti nella storia del Milan: zero tiri in porta, zero tiri fuori. Dall’altra parte, c’è un Abbiati chiamato in causa pe ben 10 volte dai sardi, che piglia 7,5 sulla Gazzetta (si erano sprecati quel giorno, ahò). Poi Ayala 4, Chamot 4,5, Sala 5,5, De Ascentis 5, Boban 5 (“Manda in campo il suo sosia Jovanotti”, scrive Alberto Cerruti – in quei giorni il Jova s’era fatto notare per una polemicona a Sanremo con il premier D’Alema cui aveva chiesto di cancellare il debito pubblico con i Paesi africani). Una partita storica, a suo modo, che inaugura una brutta crisi primaverile che farà sì che dovremo accontentarci del piazzamento Champions. Bei tempi, a ben vedere.

Cagliari-Milan 0-1, 6 gennaio 2011. Tipica meteora che attraversa ogni tanto i cieli delle squadre di serie A, Rodney Strasser visse il suo momento di gloria il pomeriggio della Befana. A pochi minuti dalla fine di una partita sciatta e noiosa, squisitamente allegriana, con Robinho che non s’era risparmiato alcuno scempio. Il nostro tecniho l’aveva buttato in campo per quel che rimaneva di Gattuso a inizio secondo tempo, facendolo seguire addirittura da Cassano, all’esordio ufficiale nel Milan. Proprio Cassano mandò dentro per Strasser a 6 minuti dalla fine; l’amico Rodney, di un’unghia in fuorigioco, fu sufficientemente freddo per stoppare e infilare Agazzi. Il ragazzino, sull’onda dell’entusiasmo, rilasciò nei giorni successivi interviste in cui esprimeva concetti flautati: “Il Milan e Allegri hanno fiducia in noi giovani”. Come no: dopo essere stato scaricato a casa Preziosi all’interno dell’affare Constant (pensate un po’), retrocesso in Lega Pro con la Reggina la passata stagione, oggi Strasser fa tribuna fissa nel Genoa.

4 Comments

on “I cinque Cagliari-Milan della nostra vita
4 Comments on “I cinque Cagliari-Milan della nostra vita
  1. Ne ricordo un’ altra epica nel ’93 , giocata di venerdì notte , causa finale a Monaco il mercoledì successivo… avevamo le merde alle calcagna, la sbloccò il “vero” principe Francescoli , pareggiò Massaro , determinante quella stagione . Avevo solo 11 anni ed ero allo stadio con i miei, fecero entrare Fossa e Brigate tipo a metà primo tempo (causa striscione Furiosi l’anno prima), e furono mazzate con la celere tutto il tempo. Che tempi

  2. Io ero allo stadio la volta della tripletta di Van Basten, quando i milanisti rubarono lo striscione dei Furiosi. Avevo 10 anni, e ripensando agli scontri di quel giorno è un miracolo che mio padre mi abbia accompagnato di nuovo allo stadio.

  3. non ricordo l’anno forse 2003/2004, ma credo che molti di loro non siano riusciti ad arrivare neanche al baretto dopo essersi fatti viale caprilli cantando baldanzosi come se andassero in gita scolastica

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.