I 5 Genoa-Milan della nostra vita

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5 giugno 1955, Genoa-Milan 0-8. Prendiamola da lontano, per la più grande vittoria in trasferta della storia del Milan. Non solo: della storia della serie A, ex-aequo con un Venezia-Padova 0-8 del campionato 1949-50. E’ quello un Milan ciclonico che vince lo scudetto con 81 gol fatti (la settimana dopo festeggerà rifilandone altri 6 alla Spal), il primo Milan di Rizzoli presidente e di Schiaffino delizioso finisseur. Davanti è tutta roba del Pompierone Nordahl, 27 gol, quinto titolo di capocannoniere in carriera (tuttora record). “Quando la palla finisce nelle tribune, i tifosi genoani la sequestrano nell’ingenuo tentativo di porre fine allo scempio” (da La grande storia del calcio di Perucca-Romeo). Sette degli otto gol potete ammirarli nel video qui sotto, tratto da un DVD della Gazzetta, magari sorvolando sul terribile audio tarocco.

18 aprile 1982, Genoa-Milan 1-2. La grande paura, la grande gioia, la grande illusione. Partita a suo modo per tutti i milanisti over 40, che videro sedersi accanto a loro per oltre un’ora lo spettro di quella retrocessione che tanto comunque a fine stagione arriverà lo stesso, complice il Giaguaro Castellini. Tabellino tipicamente anni ’80 con tanti fratelli indicati per numero e non per iniziale: Novellino I, Baresi II, Gorin II e Maldera III. Marassi stregata per 75 minuti: il gol di Briaschi, il palo di Novellino, i tifosi nel settore ospite che iniziano mentalmente a ripassare per l’anno prossimo le tabelle orarie dei treni per Foggia, San Benedetto del Tronto e Cava de’ Tirreni. A quel punto siamo a -5 dalla salvezza a 4 giornate dalla fine: con i 2 punti a vittoria, è un preavviso di sfratto. Ma poi salta fuori dal cilindro Aldone Maldera, che dopo un minuto riagguanta il Grifone per la coda con un colpo da maestro. Genoa in tilt e lo stesso Briaschi ci regala un rigore, con un fallo di mano di rara idiozia: Baresi segna il 2-1 e ci regala un altro mese di respirazione artificiale.

6 giugno 1993, Genoa-Milan 2-2. I Genoa-Milan anni ’90 sono calcisticamente molto noiosi, con sei pareggi consecutivi dal 1989 al 1995, quando il Grifo ridiscende in B e vi rimarrà per oltre un decennio. L’apoteosi dell’Antica Biscotteria del Corso è questo intortatissimo 2-2 all’ultima giornata del campionato 1992-93, quando il Milan ha già festeggiato lo scudo da una settimana (regalando un altro punto al Brescia, per la furia di Vittorio Cecchi Gori) e il Genoa ha assoluto bisogno di un punto per evitare il mega-ingorgo con spareggione annesso tra Fiorentina, Brescia, Udinese eccetera. Il Milan va sotto con Caricola (servito da Panucci, futuro rossonero), sorpassa con Simone e Papin e si fa raggiungere a 10′ dalla fine. Giornata malinconica per vari motivi: l’addio degli olandesi Gullit e Rijkaard (mentre Van Basten rimarrà in rosa, ma invano), il gol-salvezza genoana segnato dal rampante terzino sinistro Andrea Fortunato, atteso da un destino infame meno di due anni dopo. E, sempre a proposito di brutti ricordi, anche l’addio al calcio di Fulvio Collovati.

15 febbraio 1995, Genoa-Milan 1-1. Due settimane dopo il tragico 29 gennaio 1995, che con il calcio non ha proprio nulla a che fare e di cui dunque non parleremo qui, il Milan recupera la partita a Marassi. E’ ancora di là da venire la regola che si riprende a giocare da dove si era stati interrotti, quindi si riparte da capo. In un triste mercoledì sera scende in campo un Milan in tono minore che galleggia stanco a metà classifica, in attesa di spendere le migliori cartucce per la Champions League (cosa che in effetti poi farà). Il Genoa è messo anche peggio e a fine anno retrocederà, dopo drammatico spareggio contro il Padova: in attacco albergano Tommasone Skuhravy e l’improbabile Kazu Miura, che rimbalza tutto il tempo tra Maldini, Baresi e Costacurta. Ma soffriamo, andiamo sotto per un rigore di Skuhravy e pareggiamo a 8′ dalla fine grazie a una più unica che rara punizione di Panucci, in un clima funebre. In sottofondo, unica costante, il coro dalla Gradinata Nord “Un solo grido, un solo allarme, Milano in fiamme, Milano in fiamme“.

26 agosto 2007, Genoa-Milan 0-3. Il Genoa torna in A dopo 12 anni e tutti pensano all’ordine pubblico, perché è la prima volta che ci si ritrova dopo la morte di Vincenzo Spagnolo. La brutta fine invece la fa unicamente il Genoa, brutalizzato da un Milan in forma scintillante, verso la finale di Supercoppa Europea contro il Siviglia. Chiudiamo la faccenda già nel primo tempo: apre le danze una capocciata di Ambrosini, servito da una punizione di Pirlo “morbida come un bicchiere di Sauternes davanti a un piatto di foie gras” (Pellegatti, what else?). Poi doppietta di Kakà, il primo su azione e il secondo su rigore. Degno di nota, nel Genoa di Gasperini, del tridente da brividi Papa Waigo-Gasparetto-Di Vaio. L’anno successivo arriverà Diego Milito, e le cose gli andranno decisamente meglio.

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