Patagonìa

Se c’è qualcosa che non ti va, dillo alla luna; può darsi che porti fortuna, diceva il maestro, e certamente Pato l’aveva preso alla lettera. Anzi, l’altro ieri aveva addirittura omaggiato la luna di un bel pallone modello Nike, ma quella niente, insensibile – maledetta sfortuna.

Crisi fisica. Inutile nascondersi: i problemi principali di Pato sono innanzitutto di natura atletica. Bolso, appesantito, sfiatato come i cavalli con cui si fanno le truffe all’Ippodromo, Pato è caduto vittima delle controindicazioni di MilanLab, che una notte – nessuno sa perché – iniziò a dispensare diagnosi sbagliate. Il destino del Papero è perciò segnato: durante il primo tempo di Milan-Pescara si librerà improvvisamente in volo tipo pallone aerostatico, come Fantozzi nella famosa scena al Casinò di Montecarlo dopo aver ingollato litri e litri di acqua Bertier, “la più gasata del mondo”, e scomparirà nelle nebbie del dicembre milanese.

Crisi economica. Dimenticatevi il Pato che trascorreva le serate alla Scala in compagnia di intellettuali del calibro di Philippe Daverio, Gianni Vattimo o Marco Predolin: il Papero attuale passa intere ore nei baretti sul Naviglio Pavese a giocare alle slot-machines, e quando si alza arriva regolarmente il cinese di turno che è stato lì a fissarlo per tutto il tempo e dopo due mani gli soffia il jackpot. Ormai Pato è caduto vittima di una dilaniante ludopatia, che per esempio l’ha portato a sbagliare apposta il rigore contro la Fiorentina perché aveva giocato under 1,5 primo tempo. Sfortunatamente Borja Valero ha segnato pochi minuti dopo il 2-0 che gli ha fatto saltare la bolletta, acuendo ulteriormente la sua depressione.

Crisi politica. Del tutto estraneo al solito cliché del calciatore che pensa solo a donne e motori, Pato è stato molto colpito dall’ascesa dei comunisti a Milano. Stimolato anche dalla sua relazione con Barbara Berlusconi – che molto ha fatto per la sua crescita intellettuale – Alexandre ha scritto anche un pamphlet di trenta pagine in cui auspica il ritorno del PSI, rivalutando una figura storicamente controversa come l’ex sindaco Paolo Pillitteri. Il saggio, significativamente intitolato “Papaveri e Papero”, è tuttora sulla scrivania di Silvio Berlusconi, che sta pensando di lanciare Pato come candidato del PDL alle prossime elezioni.

Crisi mistica. Dalla scorsa estate Pato non fa mistero di essere un uomo diverso, più maturo, attento alla spiritualità. Fatale un incontro con Paolo Brosio nelle toilette del Loolapaloosa, in cui il grande giornalista gli dimostrò l’esistenza del Divino sul fondo dei bicchieri di piña colada. Convertitosi al buddismo dopo una serie di colloqui con Marco Columbro, il Papero sta meditando di raparsi a zero come un bonzo e predicare gli insegnamenti di Siddartha camminando tra gli spalti nell’intervallo delle partite a San Siro, dove il pubblico pagante lo accoglierà sicuramente con bonomia.

 

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