Gli altri ricchi

Jackson Martinez, Brahimi, Kondogbia, Dani Alves, Ibrahimovic, Hummels, Mandzukic… la fiera dei sogni ha sempre un grande fascino e blog e giornali ci si tuffano a capofitto. La realtà è che non sappiamo niente, nemmeno ciò che sembra scontato: è il delicatissimo momento storico in cui dobbiamo fidarci ciecamente dello Straniero. Impossibilitati a prevedere il futuro, occorre magari cimentarci in quel che sappiamo fare meglio: ricordare com’erano andate le prime campagne acquisti degli altri grandi ricconi europei degli ultimi quindici anni.

 

ABRAMOVICHCHELSEA (Roman Abramovich, estate 2003)
Roman Abramovich è il guru spirituale dei neo-paperoni di tutto il mondo, un po’ come Gianni Agnelli per Lino Banfi in “Al bar dello sport”. Nel calcio inglese c’è un “prima” e un “dopo” il suo avvento a Stamford Bridge, e sulla Premier ha avuto un impatto simile a quello che ebbe Silvio Berlusconi in Italia nel 1986. Ma, contrariamente a ciò che si crede, il suo Chelsea non parte con José Mourinho: Roman compra infatti i Blues nell’estate 2003 e va avanti per un anno abbondante con Claudio Ranieri, mandandolo via solo a fine stagione dopo un quarto posto acchiappato per la collottola. Quell’anno il Chelsea è comunque un club stabilmente tra le migliori d’Europa e partecipa infatti per la Champions, e perciò Abramovich può sbizzarrirsi con un mercato in cui porta a Londra (in ordine di costo) Duff, Crespo, Veron, Makelele, Mutu (che poi passerà brutti guai), il quotatissimo mediano Parker, Bridge, Geremi, Joe Cole, Glen Johnson e il connazionale Smertin, per un totale di 147 milioni di sterline di soli cartellini.


MANSOUR CITYMANCHESTER CITY (Mansur bin Zayd Al Nahyan, estate 2008)

Lo sceicco Mansur bin Zayd Al Nahyan diventa ufficialmente proprietario del City il 1° settembre 2008: troppo tardi per un mercato estivo degno del suo nome? No, perché proprio come mr. Bee, lo sceicco si è già portato avanti da qualche settimana, mettendo a disposizione i dané per acquisti del calibro, per esempio, di ROBINHO (43 milioni di euro!!!). Seguono Jo, che ricorderete scarsissima riserva di Fred agli ultimi Mondiali; poi gli ottimi Zabaleta e Kompany, tuttora punti di forza pagati relativamente poco, e gli incostanti Ben Haim e Wright-Phillips dal Chelsea. In inverno puntellerà ulteriormente la rosa con De Jong, Bellamy, Bridge e il portiere Shay Given. Ma arriverà solo decimo, perché la Premier League non è un pranzo di gala.

al thani malagaMALAGA (Abdullah al Thani, estate 2010)

Lo sceicco Abdullah Al Thani (più tardi accostato persino al Milan; Galliani si fa fotografare seduto accanto a lui durante Malaga-Milan di Champions 2012-2013) acquista il club andaluso l’11 giugno 2010. Il piccolo Malaga è reduce da un 17° posto, e terminerà 11° a causa di una brutta partenza che porterà all’esonero del tecnico Jesualdo Ferreira, sostituito da Manuel Pellegrini, che appena l’anno prima aveva allenato il Real Madrid. L’appeal del club non è granché, e forse anche per questo il primo mercato estivo – pur costato complessivamente 59 milioni di euro – si limita a colpetti come il venezuelano Rondon o il laziale Eliseu, che non risollevano più di tanto il valore complessivo della rosa. Molto più incisivo il mercato invernale, specialmente a livello di ingaggi, con gli arrivi di Demichelis, Julio Baptista e il portiere Willy Caballero, decisivi l’anno dopo per il quarto posto finale, miglior risultato di sempre del club. Ma è un fuoco di paglia: Al Thani sembra filarsela con uno scarno tweet il 6 giugno 2014, lamentandosi della mancanza di rispetto e stima da parte dell’ambiente, ma allo stato attuale la sua famiglia è ancora lì, che cerca di sbarazzarsi del club valutando di volta in volta offerte rigorosamente extra-spagnole.

kerimov anzhiANZHI MAKHACHKALA (Suleyman Kerimov, inverno-estate 2011)

L’oligarca Suleyman Kerimov decide di fare sul serio nel gennaio 2011, quando realizza che dalle sue parti possedere una squadra di calcio è status symbol necessario. 146° uomo più ricco del mondo secondo Forbes nel 2012, grande azionista di Gazprom e di Sberbank (la principale banca russa), uomo di fiducia di Putin, tira a lucido il povero Anzhi Makachkala, squadra del Daghestan ostica fin dal nome, figuriamoci geograficamente. Dopo un’infornata preliminare di acquisti quali Jucilei, Boussoufa e Diego Tardelli, con Roberto Carlos nelle bizzarre vesti di allenatore-giocatore, è suo il colpo dell’estate 2011, quando compra Eto’o convincendolo con il mostruoso ingaggio di 20 milioni a stagione, fiore all’occhiello di una campagna acquisti che prevede anche l’ottimo Zhirkov (dal Chelsea), il difensore Samba e i guizzanti esterni Dzsudzsak e Carcela. Massimo risultato un 3° posto con Hiddink (!) in panchina, ma la tanto agognata Champions non arriverà mai, e Kerimov leverà le tende facendo sprofondare il club in seconda divisione.

tamim al thani psgPSG (Tamim Al Thani, estate 2011)

Nella primavera 2011 inizia la nuova era del PSG, rilevato dalla Qatar Investment Authority, un fondo controllato dallo sceicco Tamim Al Thani. E’ il cugino dell’Al Thani di Malaga, ma è assai più megalomane e spendaccione. Le chiavi della squadra vengono affidate a Leonardo, direttore sportivo molto più a suo agio da manager che da allenatore. Siccome Leo conosce solo il mercato italiano, saccheggia la serie A con acquisti spropositati: il più costoso è Pastore del Palermo (43 milioni!), seguito da Menez, Sissoko e Sirigu. In prospettiva, molto meglio gli 11 milioni per Gameiro o i 7 per Matuidi, tuttora punto di forza del centrocampo parisien. In panchina viene confermato di malavoglia il camerunense Kombouaré, poi silurato in inverno per far spazio ad Ancelotti. Dopo lo smacco di un secondo posto in campionato dietro il piccolo Montpellier, inizierà un filotto di successi in Ligue 1 che dura ancora oggi.

rybolovlevMONACO (Dmitry Rybolovlev, estate 2012)
Caso limite: Dmitry Rybolovlev sbarca a Montecarlo nel dicembre 2011, con il club ultimo in classifica in Ligue 2, e pianifica il pronto ritorno in prima divisione. Nell’estate 2012, pur presiedendo una società di seconda serie francese, coi buoni uffici della Doyen riesce a portare nel Principato uno dei più grandi giovani talenti mondiali come l’argentino Ocampos, un allenatore di tutto rispetto come Ranieri e reduci da Euro 2012 come il danese Poulsen o il greco Tzavellas. I botti arriveranno l’anno dopo, e si chiameranno Falcao e James Rodriguez. Dissanguato dalla moglie Elena, che gli spilla 3,2 miliardi di euro per il divorzio, nell’estate del 2014 chiude drasticamente i rubinetti.

PETER LIMVALENCIA (Peter Lim, estate 2014)
Nel maggio 2014 il singaporiano Peter Lim diventa il maggior azionista del Valencia, fin lì attanagliato da debiti spaventosi. Il suo primo mercato è saggio nella teoria, perché mirato a puntellare una difesa traballante: nomi importanti come André Gomes, Otamendi, Mustafi, tutti comunque strapagati, 35 milioni in 3. La grande vittoria è però trattenere i pezzi pregiati della squadra, da Paco Alcacer a Feghouli, e piazzare sulla sirena il colpo Negredo in prestito. In panchina, paracadutato dal suo migliore amico Jorge Mendes, l’ottimo Nuno Espirito Santo, che azzecca una grande stagione e porta il Valencia in Champions League.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.