Il complotto mediatico: le ingiuste critiche di pennivendoli faziosi

Gianni Mura, Repubblica
Battere il Milan, questo Milan, non è un’impresa: ci erano già riuscite cinque squadre. La Debolezza del Chievo aveva illuso molti sulla sua rinascita, e il gol di Pato al Malaga sulla rinascita di Pato. Si è fatto notare solo quando ha tirato altissimo un rigore. Che il Milan incassi due gol da rimessa laterale dà l’idea di come sia malmesso. Quanto a Mexès, non si capisce perché Allegri lo preferisca a Yepes.

Mario Sconcerti, Corriere della Sera
La squadra non c’è, non è mai esistita, non è mai stata nemmeno pensata. È vero che adesso va molto male, ma arrivasse quinto-sesto, avremmo trovato la soluzione? La realtà è che un Milan lungo 20 anni è finito nel momento in cui non poteva essere rinnovato. Mettere tutto sul conto di Ibrahimovic e Thiago Silva significa vedere la parte ovvia del problema. El Shaarawy ha segnato quest’anno su azione quasi il doppio dei gol di Ibrahimovic, gol nuovi, fuori dal conto. È la squadra che manca, il gruppo, conoscere tutti insieme l’importanza di essere il Milan, la vecchia arroganza, la presunzione dei ricchi, il piacere di poter essere anche ingiusti perché quella differenza il Milan se l’è comunque conquistata lungo la strada. Quell’aria da monastero di lusso e vago libertinaggio morale che porta a stringersi per fare tutt’uno con la società. È quel Milan che non c’è più, ed era quello la grande invenzione di Berlusconi e la vera costruzione di Galliani.


Quali sono allora le colpe di Allegri in questa situazione? Ha cambiato 26 giocatori in 12 giornate, ha inventato difese a 3, a 4 e a 5; squadre di mediani e di fantasisti, ha messo Boateng all’ala e a fare il centravanti. Non ha risolto niente, tutto gli è sempre tornato indietro. Ha cercato di rinnovarlo con dosi massicce di farmaci inconsueti al Milan (serena ingratitudine tecnica verso Pirlo, Seedorf, Inzaghi, Gattuso), ha preferito una squadra con meno qualità nella speranza di controllarla meglio. È caduto tutto quando anche l’ultimo Milan è sparito. In sostanza, il Milan di Allegri non è mai nato. Ha confuso il colpo di coda del vecchio Milan per una sua conquista.

Enrico Currò, Repubblica
Sono stati proprio i tre calciatori più celebrati a tradire finora. Pato, Boateng e Robinho sono i tre dotati di maggior classe, ma sono anche i più lontani da un rendimento accettabile e dal cuore dei tifosi. Pato, con la Fiorentina, è stato fischiatissimo, non soltanto per il rigore sbagliato sullo 0-1, che ha preteso di calciare al posto di Montolivo : gli viene rimproverata la totale mancanza di grinta. Boateng sembra avere perso la potenza fisica che gli garantiva irresistibili discese. Robinho, infine, sembra già con la testa al Santos, dove le voci di mercato lo collocano ormai da un paio di mesi. Se si aggiungono gli errori individuali di alcuni veterani (clamoroso quello di Mexès sul gol di Borja Valero), diventa completo il quadro sulla pessima classifica del Milan.

Sumeet Paul, ESPN
Despite calls from the players for stability, certainty and every other word applicable to persuade Massimiliano Allegri to continue selecting the same side, Mad Max made one change which disturbed the peace. Having pinpointed Bojan as an integral component to the recent resurgence, the Spaniard was benched for the out of form Kevin-Prince Boateng. Yet again a disappointment, Boateng somehow remained on the pitch as Alexandre Pato and Urby Emanuelson were replaced at half-time, with the former missing from the spot when presented with a chance to equalise. Bojan’s introduction sparked some joy as he exploited the space between the lines, while Allegri’s decision to replace Ambrosini with Robinho was less fruitful. Open to the counter coupled with the Brazilian’s lack of contribution, Fiorentina sealed victory leaving Allegri once again open to criticism. Possibly more worrying was Allegri’s assessment of the game in his post-match interview with Sky Sport Italia. Perhaps delusional or just trying to remain positive, he claimed the two sides were even in the first-half, an answer which prompted the studio guests to all disagree. “It was a fairly balanced encounter. Fiorentina kept possession, but it is chances that count in football. The problem is that our style of football needs us to run at full speed and playing every three days we can’t do that,” he said after the game. While it is fairly strong to suggest Fiorentina were completely superior to Milan over the ninety minutes, it certainly wasn’t as balanced as was expected.

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