Che vi siete persi – Settimana dal 27 settembre al 3 ottobre 2020

La settimana appena conclusasi con tutta probabilità è stata una delle più folli che abbiamo mai vissuto da tifosi. Chi è sopravvissuto alla notte di Vila do Conde potrà raccontarlo ai nipotini, che probabilmente poi gli diranno: ok nonno, ma che altro è successo in quella settimana? Possibile che non ti ricordi nulla? Ecco, a quel punto potrete riprendere questa puntata di Che vi siete persi! Prego.

Virgolettato della settimana

Sì, perché mentre noi in Portogallo tiravamo rigori come se non ci fosse un domani (letteralmente), il Monza di Galliani e Berlusconi vedeva di nuovo i fantasmi del gol di Muntari: a Barillà non è stata concessa una rete nella sfida di Coppa Italia con la Triestina, Galliani si è comprensibilmente alterato e ora pretende VAR e Goal Line Technology anche per il campionato di B. Ma Adriano, non servirebbe neanche! Basterebbero solo giocatori più sinceri, che magari ammettono quando il pallone oltrepassa la linea. Potremmo siglare tutti un codice etico e chiamarlo ad esempio “Il Codice Buffon”, come il suo grande ispiratore.

La notizia di mercato della settimana

Perché mentre noi aspettiamo i colpi top in difesa, il Milan continua a lavorare per il futuro: messo sotto contratto Fotis Pseftis, il portiere che detiene il primato al mondo per maggior numero di droplets sputati nel dire il suo nome per intero. In un periodo simile magari sarebbe stato meglio puntare su un portiere dal nome più corto e meno articolato, ad esempio Kepa. Come dite? È il portiere più costoso della storia del calcio? Ok, allora benvenuto Fotis Pseftis! Ti pronunceremo solo con la mascherina addosso, promesso.

 

La notizia che spacca

Sì, ok, tecnicamente è una notizia di mercato, ma spacca talmente tanto che non possiamo non metterla qui: mentre noi ci bulliamo del nostro Zlatan, in Brasile c’è un altro grande ex che fa faville e non sembra avere alcuna intenzione di smettere di giocare a calcio.

Visto l’andazzo, non saremmo sorpresi di vederlo tra un anno al Monza a fare coppia con Boateng. Nella speranza che la Reggina di Menez e Denis passi in Serie A insieme alla squadra di Galliani e Berlusconi, il nostro a breve potrebbe diventare il campionato con gli attaccanti più anziani del mondo (c’è anche Quagliarella, con Pazzini che cerca squadra)

(come? Pazzini cerca squadra??? Cosa stiamo aspettando, di grazia?).

La statistica della settimana

Ed era talmente disabituato a giocare in Portogallo che ha cominciato a cadere a ripetizione, senza riuscire a trovare l’equilibrio. Un pesce fuor d’acqua con le pinne gialle come i suoi capelli che sbatteva la coda e cercava di fare cose, risultando solo confusionario. Apprezzabile un recupero del pallone e quel rigoraccio tirato centrale con la sfrontatezza di chi porta fiero la zazzera bionda, ormai diffusissima tra i nostri giocatori. Per quel virus dei capelli, comunque, non servono tamponi: è piuttosto evidente. E parecchio contagioso, a quanto pare.

Non biasimiamo troppo il ragazzo, comunque: non giocava da tanto, per questo era stanco e spossato e doveva ritrovare il fiato. Tipo noi dopo Rio Ave-Milan.

Ma come sta Ibrahimovic? Ha mangiato, è tranquillo, pensa a noi?

Ci pensa direttamente Pioli a dirci che Ibra sta bene! Grazie, mister, eravamo in pensiero. Ma neanche troppo: abbiamo visto quel video dove corre sul tapis roulant in casa e sembra più in forma di noi in una giornata qualunque senza Covid in corpo. Chissà, forse giovedì sera ci ha anche dato una mano: dopo tutto ha detto più volte di essere un Dio, quindi potremmo aspettarci qualunque cosa. Nel dubbio aspettiamo lui: dopo la sosta c’è una partita abbastanza importante, sarebbe bello se ci fossi anche tu, caro il nostro trentanovenne. A proposito: auguri!

E comunque, sui social

Piatek, attaccante dell’Herta Berlino, fa gli auguri sui social a Paquetà, centrocampista del Lione. Un anno fa erano due degli uomini di spicco della nostra squadra, allenata da Giampaolo, che perdeva contro l’Udinese. Il tempo sembra passato davvero in fretta. Per fortuna, verrebbe da dire. Di tutti, loro compresi.

(Leonardo Mazzeo)

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