Viaggio al Termine della Notte cap. X – Milan-Pavma 3-1

01 Febbraio 2015

Che io sia stato un ribelle che in gioventù ha fatto l’ultras e si è lungamente esibito in “Un minuto di gesti!” verso l’opposta tifoseria, ormai credo di averlo detto. La mia ribellione anti-sistema si è estesa anche nella vita privata, ed è per questo che nel 1998, pur di non piegarmi allo Stato e mettermi una divisa, ho fatto l’obiettore. Sono stato chiuso in un abietto ente di pseudo collaborazione terzomondista dove archiviavo riviste peruviane e fanzine del Benin. Io li odiavo perché mi avevano rubato dieci mesi della mia vita che avrei potuto usare per la mia preziosa tesi di Laurea, loro odiavano me perché non me ne fregava un cazzo dei loro progetti e per giunta nel mio ufficio appendevo a sfregio pubblicità delle multinazionali, tipo McDonald’s e Nike. Alla fine mi hanno sostanzialmente ignorato, e quindi passavo ore e ore con l’unico passatempo che mi fosse concesso, cioè infinite partite a Doom. Libero e senza limiti di tempo, avevo raffinato la mia conoscenza di ogni schema e di ogni pertugio, tanto da ripetere esattamente con precisione maniacale gli stessi movimenti e le stesse mosse mentre shottavo i mostri mutherfuckers. Se per caso sbagliavo qualcosa, e quindi sapevo che non avrei mai raggiunto il punteggio astrale che mi ero prefissato, concludevo la partita.
Tanto mica ero all’AstraGames con i gettoni contati. Conveniva ripartire da zero e tanti saluti. 

Perché dico questo? Perché la sensazione è che un po’ tutti abbiano deciso che tanto questa stagione ormai ce la siamo giocata. I gobbi hanno milleduecento punti di vantaggio, in Coppa Italia siamo usciti come sempre al secondo turno, Inzaghi si è capito che la c’ha la scadenza sulla fronte. Insomma, un altro anno buttato via. Andiamo in letargo e rivediamoci a Settembre, magari con la sempiterna illusione che qualcosa cambierà.

Sarà questo, sarà il freddo, sarà che il Pavma non è il Real Madrid, ma S.Siro è veramente, ma veramente vuoto, tipo che Destro quando entra in campo all’inizio e si guarda attorno ha la faccia di chi dice ‘Vabbè, già che siamo qua..’.

Insomma chi c’è ha veramente un livello d’aspettativa bassissimo: vedere che sulle fasce abbiamo la coppia Bocchetti-Zaccardo poi, non è che lascia presupporre chissà quali speranze.
Sta di fatto che arriva il solito rigorino e passiamo in vantaggio. Moderata soddisfazione. Se il Pavma sta all’ultimo posto, ha nove punti e fanno a botte per andarsene, un motivo ci sarà, del resto. Ma piuttosto che niente, no? Dai che questa la chiudiamo tranquilla e per una volta ci evitiamo il rodimento di culo. Non facciamo in tempo a dirlo che sull’ennesimo calcio d’angolo prendiamo l’ennesimo gol. E chi ti segna? 

Nocerino.

L’uomo che per una stagione Ibra ha trasformato nel re degli inserimenti. Anche per questo Zlatan è il più forte del creato: per averci realmente illuso che gente come Robinho, o appunto il Noce, fossero davvero dei giocatori da prendere sul serio. E invece.

Insomma, ce la mette, ma da signore non esulta, anzi chiede pure scusa. Beh, il fatto che il 27 del mese il carico grosso sul suo IBAN glielo piazziamo noi, magari aiuta anche.

Gol. Black Out. Finisce il primo tempo in una clima di depressione caspica.

Ora, lo ammetto. citarsi addosso è una cosa orrenda, ma una cosa l’anno scorso l’avevo detta dopo Milan-Toro. Averlo, uno come Cerci. Adesso che ce l’abbiamo non cambio idea. Chiaro, non sarà Garrincha o Donadoni (posso dire? Che signore Roberto, che con dignità se ne sta sulla nave che affonda e manco risponde al quel cozzaro cafone di Cassano. Da noi sarai sempre a casa, Roby), però Cerci punta l’uomo. Sempre. A volte non va, spesso lo fermano, ma ci prova, e quando ci riesce crea superiorità là davanti. 
Non per nulla metà secondo gol è suo. Per favore, vediamo di farlo giocare sempre? Insomma vinciamo, sicuramente anche grazie ai geniali rinforzi arrivati dal mercato, oltre che ad uno Zaccardo in forma mundial (aggiungo: ovviamente Zacy l’ho maledetto lungamente quest’estate. Ma dopo averlo visto giocare domenica sera mi chiedo: ma non sarà mica peggio di Bonera, no? E allora perché Sant’Iddio). Ora: non so come la pensiate voi, ma a parte Bocchetti che ormai davo disperso in Siberia insieme ai nostri poveri alpini della Brigata Giulia, se mi avessero detto a novembre che sarebbero arrivati Destro, Cerci, Antonelli e Paletta non avrei storto il naso. Però.

Qual è il settore in cui siamo disperatamente più in difficoltà? A centrocampo. Chi abbiamo preso in quella zona del campo? Nessuno. Ah no. Suso. Scusate. 

Lamentarsi sempre non sta bene, ma un minimo di pianificazione ci servirebbe disperatamente. Perché dobbiamo sempre ramazzare quello che capita in giro come se fossimo al mercato di via Osoppo il sabato alle 15 mentre stanno sbancando le bancarelle? Il mostro bicefalo che si chiama AC Milan, in cui ci sono due vice e nessun capo, un giorno avrà qualcosa di simile alla progettualità o dobbiamo contare ancora a lungo sulla diga ghanese, sul carisma di Montolivo e sulla classe adamantina di Poli? Cari ragazzi, eh. Ma ho come il sospetto che non sarà esattamente la tensostruttura necessaria per tornare in Scempions League.

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