Viaggio al termine della notte, cap.VI. Milan-Udin

30 Novembre 2014

Sta a vedere che alla fine abbiamo pure rubato.

Parto subito dalla fine e poi procedo in un flashback emozionale come in ‘American Beauty’. 

Sono lì che sto scendendo le rampe di S.Siro, e fra me e me penso che per una volta me la posso godere, invece di tornare a casa borbottando come i pensionati che guardano i lavori in Lorenteggio, quando vengo fiondato di messaggi su Wassup che mi accusano di pratiche innominabili. ‘Vergogna!’ ‘Siete sempre i soliti!’. Come, come?

Ma riavvolgiamo il nastro. Le premesse, non erano delle migliori. Piove, fa freddo, c’è aria di scazzo, di sono venuto perché tanto che fai di domenica pomeriggio, di pareggino da crisetta. A cinque dall’inizio, rivedere San Siro così desolatamente vuoto dopo il pienone al derby fa persino male al cuore. Dove ve ne siete andati tutti, maledetti? Facile presentarsi con le Merde. E’ qui che vi voglio.

All’annuncio della formazione, la presenza di Bonera mi infastidisce non poco. Bonny sarai anche un bravo ragazzo, ma fai gruppo e spogliatoio standotene seduto tranquillamente in panca, anzi, in tribuna che è meglio. Almeno, mi dico, non è centrale, almeno. Quando i ragazzi scendono in campo, il giramento di coglioni è completato. Cosa cazzo abbiamo addosso? Il Domopak? Ma perché non c’è una setta islamica che se la piglia con i designer che si inventano una maglia che non ha nulla a che fare con la nostra storia?

Cioè volete dirmi che esistono veramente dei mentecatti che spendono dei soldi per prendere questa merda?

Insomma, sono lì che mi crogiolo nella malmostosità che i ragazzi piazzano di gran lunga il miglior primo tempo della stagione. Intanto, già che ci siamo chiariamo una cosa: Muntari mai più. Soprattutto visto il primo tempo che piazza l’olandesino lì, Van Ginkel. Che per pietà, non farà niente di che, ma almeno è abbastanza ordinato, non mena inutilmente, non perde palloni alla cazzo. Persino Essien senza Muntari vicino sembra iniziare a ricordarsi vagamente che un tempo era uno dei centrocampisti più forti d’Europa. Insomma, marciamo. L’unica cosa, è che diamo la sensazione che mai la metteremo dentro. E uno dice: va che per metterla l’abbiamo messa. Ora, lo ammetto, così come il rigore- mi dicono palese – negato dall’Udinese, non mi sono accorto di un cazzo. Tutti però mi dicono che quello di Rami era gol. Più che incazzatura si diffonde solo un po’ di rammarico. Una volta che eravamo riusciti a segnare, manco ce lo date? E quando ci ricapita?

In tutto questo, l’Udinese mai pervenuta. Bonera non fa danni anche perché in pratica fa l’ala, visto che da coprire non c’è assolutamente nulla. Nel frattempo ci proviamo da ogni dove. La sensazione è che siamo in un empasse kafkiana. Ci manca il nove che finalizzi, costruiamo, ma non c’è chi la butta dentro. Ma se giocassimo con Torres, saremmo molto più lenti e prevedibili.

Dovremmo giocare in 12, ecco.

Insomma cosa vuoi che sia aggiungere un parametro zero in più? Invece, spingi che ti spingi alla fine arriva il rigorino. Allo stadio, sembrava netto. Lo rivedo a casa: insomma. Anche no. L’espulsione poi, in effetti, è puro cabaret. Jimmy nel dubbio la fionda di giustezza e ci leviamo il pensiero. Per caso quelli là si risvegliano dal torpore? Macché. Infatti la chiudiamo con un eurogol sempre di Menez. Due a zero e tutti a casa. Meno Essien, la cui espulsione viene accolta dallo stadio con lo stesso mistero che circonda il quarto segreto di Fatima. Ce ne facciamo una ragione, tanto che al novantesimo la gente si abbraccia come se avessimo staccato il biglietto dorato per la Scempions. Alla fine siamo persone semplici, ci sappiamo accontentare di poco.

Ci hanno aiutato? Sì, no, non lo so e soprattutto non mi rompete i coglioni. Anche se mi secca dirlo, temo che senza quel rigore forse non avremmo segnato mai. Che tanto diciamocelo: alla fine siamo lì, sempre ad un passo dal dare un senso un minimo più costruttivo a questa stagione e ad un filo dal ripiombare nella mediocrità esistenziale. Il calendario che ci aspetta, Genoa e Roma away e in mezzo i Pulcinellas in casa, non lascia presagire esattamente una passeggiata di salute. Magari tutti quei punti contro Cesena, Empoli e Cagliari conveniva non lasciarli per strada. E ringrazia pure che in Sardegna meritavamo di perdere. Ritorna Monto, magari anche DeJong. Mah, speriamo di racimolare qualcosa.

Chi invece tira su e mica poco è la Barbarella. Leggo che per mettere il loro prezioso nome sul petto di uno come Armero (parliamone) la Fly Emirates caccia 100 milioncini tondi tondi. Ora, perché mai degli sceicchi dovrebbero spendere così tanto per una squadra la cui massima ambizione al massimo può essere andare a fare i preliminari di Europa League, francamente mi sfugge.

Ma il punto è un altro. Magari per una volta, almeno ad una parte di quei soldini, non fategli fare la stessa fine del cash preso per Zlatan Thiago, Boateng e Balo.

Che ve lo siete messo nel cassetto con la scusa dei bilanci e del fair play finanziario e ci siamo ritrovati con Birsa e Matri (che per altro, già sei reti contro il golletto del Nino. Quasi quasi).

Su, è quasi Natale. Siamo tutti più buoni, no?

10 Comments

on “Viaggio al termine della notte, cap.VI. Milan-Udin
10 Comments on “Viaggio al termine della notte, cap.VI. Milan-Udin
  1. Eh beh diciamo che se puoi scegliere tra la maglia del MILAN è uno straccetto giallo limone pallido e scegli la seconda non puoi certo aspettarti dei complimenti….

    Poi i gusti sono gusti ci mancherebbe…..c’è chi tifa inter….e se ne vanta…

  2. Ottimo Ruben!!!

    Vedi che basta spiegarsi?

    Se avessi comprato solo la maglia gialla il rischio di essere etichettati come mentecatti era dietro l’angolo….comprandole tutte e 3 invece dimostri di essere più malato di me e il Conte per Milan….

    È questo che adoro dei casciavit veri….del Milan non ne hanno mai abbastanza…

  3. Ok se il tuo dubbio era di averla vista in slow motion te lo tolgo subito….eravamo lenti….ma lenti lenti…non c’entra la differita…

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