Viaggio al termine della notte – cap. IX. Milan-Berghem 0-1

18 Gennaio 2015

Cos’è che rende un uomo veramente tale? Qual è il tratto distintivo che identifica? Voi direte: la coerenza, il carattere, la volontà, l’onore ecc ecc. Certo, certo tutte belle parole. Ve lo dico io come riconoscere un uomo fatto e finito: dalla assoluta incapacità strutturale di assumersi responsabilità di carattere sentimentale: Del tipo: provateci voi a dire ad una donna che volete lasciarla. A comunicarle papale papale che non la amate più. Che vorreste impacchettare lei, i suoi vestiti e le sue scarpe e spedirla via DHL dall’altra parte del mondo. “Dillo, dillo che non mi ami più! Dilloooo”

Lacrime, pugni sul tavolo, urla.

Avreste il coraggio di farlo? Siamo mica pazzi.

Perché diciamocelo, è esattamente la situazione che stiamo vivendo adesso con  Pippo nostro. L’anno scorso è stato così facile, oltre che giusto, prendersela con Allegri. Era perfetto per scaricare tutta la nostra frustrazione e rabbia. Il perfetto pupazzo voodoo dove ficcare i nostri spilli. Del resto, di suo ci metteva così tanto che eravamo ampiamente giustificati. Infatti, il giorno successivo alla sconfitta umiliante contro il Sassuolo, ci sembrava di essersi svegliati a Parì dopo la Presa della Bastiglia: Allons enfants de la Patrie, come avrebbe detto Marcellone Desailly: avevamo cacciato  il cattivone di turno e anche se mezza rammendata e piena di buchi, sventolava garrula la bandiera rossonera del nostro orgoglio.

Ma adesso? Quanto è imbarazzante constatare che tre prestazioni di fila semplicemente vergognose come contro Sassuolo, Toro e Atalanta urlano vendetta, e che in ogni parte del mondo sarebbero accompagnate dall’esonero immediato dell’allenatore? Il tutto senza aggiungere partite come quella a Cesena, a Cagliari e le sconfitta in casa con il Palermo e contro il Genoa a Marassi. Partite brutte, giocate malissimo, con avversari per niente più forti di noi, ma che spesso ci hanno rullato di cartoni e che se non hanno vinto è stato soprattutto per botte di culo, rigorini e miracoli di Don Diegone Lopez. Povero Pippo, ti immagino divorato dalla tensione mentre nello spogliatoio ti metti le mani nei capelli, che ti si chiude lo stomaco e manco riesci a mangiare due fette di bresaola. Ma chi te l’ha fatto fare? Sarebbe stato meglio restarsene ad allenare la Primavera, o al massimo fare un po’ di gavetta in serie B su qualche panca di provincia. Che adesso rischi di fare la stessa fine di Ciro Ferrara: me lo ricordo azzerato dopo quella volta che avevamo vinto a casa dei gobbi 0 a 3 con tanto di doppietta di Ronaldinho (rendetevi conto di come erano messi quelli là allora). Praticamente un Dead Man Walking, infatti ha percorso la strada che dalla panca porta dritto dritto ad uno studio televisivo.

Che la colpa non sia tutta di Pippo, manco dovremmo stare qua a dircelo. Non mi ricordo chi fosse – mi pare Carletto – ma giustamente un allenatore diceva che sì, le indicazioni contano, ma alla fine in campo ci vanno i giocatori. E se ElSha non salta più l’uomo manco a pagarlo, se Menez da delizia si trasforma in una croce grossa come il Cristo Redentore, se Muntari è Muntari, e Bonera è Bonera, beh non credo sia colpa di Inzaghi.

‘Chi gioca in prima base?’. Ve lo ricordate ‘Rain man’? No perché qua il rischio di passare per autistici è veramente alto. Certo, la deriva complottista nel frattempo ha dato la colpa occulta di tutto ciò a: 1) al duello a colpi di spada laser fra Cravatta Gialla e BB 2) all’incapacità strutturale del nostro settore tecnico 3) alla volontà di tagliare ogni fondo nell’attesa che si levi di torno il Cravatta di cui sopra. Manca solo  Andreotti, la CIA e la P2 (che a pensarci bene, vabbe’..)

Ora, io sono una mente semplice, soprattutto quando si tratta di giuoco del calcio. E per questo sul banco degli imputati chiamerò a testimoniare il nemico, nemmeno fosse il Processo di Norimberga. Eccoli qua: Manninger, Grygera, Cannavaro, Chiellini, Grosso, Salihamidzic, Poulsen, Felipe Melo, Marchisio, Diego, Amauri. Mamma la mmerda eh? Questi erano i gobbi contro di noi in quella partita del 2010, mica mille anni fa: una squadra che a leggerla fa accapponare la pelle pure alle oche nel Parco Sempione. Come sono passati da questo schifo a vincere quattro scudi consecutivi? Ve lo dico io: con dei gol contro non convalidati anche se erano dentro di un metro non dati, con il fiuto di chi sa prendere gente come Pobbà e con tanti, ma tanti, bei soldini.

O anche soldini medi eh, che va bene Morata, ma non mi sembra che Tevez sia stato strapagato.

Noi il fiuto ce l’abbiamo? Dio mi fulmini se Suso diventerà il nuovo Cristiano Ronaldo, ma tutto sommato direi di no. Meglio prendere un Essien e dargli 3 milioni all’anno. I soldini per prendere gente capace qualcuno ce li mette? Cosa? Prego? Soldi? Ma che volgarità. Che cafonata questa cosa che le altre squadre si aspettano della pecunia in cambio dei loro giocatori. 

Anche quest’anno, miracoli a parte, non entreremo in Scempions, quindi niente cash, niente investimenti, la prospettiva di una campagna acquisti inesistente e di un’altra stagione imbarazzante.

Lo so io, lo sai tu tifoso milanista che mi tieni per mano in questi giorni tristi: la  nostra unica speranza passa attraverso una cessione della società.

Ma io e te, che ci possiamo fare?

 

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