Viaggio al Termine della Notte. Cap. XVI – Milan-Rriiommma 2-1

10 Maggio 2015

Il sospetto mi è venuto quando ho letto che il Berlusca aveva convocato in fretta e furia il Sor Zamparini nel Castello Fatato di Arcore. Il Milan entra a gamba tesa nella trattativa per l’acquisto di Dybala (che permettetemi il momento alla Pippo Baudo, ma ero già convintissimo fosse un craque quando giocava nel’Instituto in Argentina. Grazie per avermi ascoltato). Ma costa minimo 35 milioni, dove cazzo li troviamo? Eh ma ci arrivano gli investitori mangiariso, c’è la volontà di fare una grande squadra, di rifondare, questa volta si fa sul serio, basta cazzate e parametri zero. Risultato? Dybala lo vedrete lì che saluta con la manina con addosso la maglia zebrata del Calabria United.
Aspetta aspetta, dov’è che l’avevo già sentito? Ah sì, al posto di Dybala metteteci Iturbe: stessa dinamica, stesse parole, stesso risultato: una beneamata fava.
Ed è stato lì che ho avuto un flashback. 

Bene, c’è stato un periodo piuttosto lungo della mia gioventù in cui per rimpinguare le mie magre finanze da universitario, lavoravo al Forum di Assago. Me ne stavo vestito come un pinguino là in alto, dove ci sono quegli orrendi salottini isolati chiamati Sky Box. Tutto il mio prezioso contributo intellettuale consisteva nel dire ‘buonasera’ e ‘buonanotte’ all’uscita di un ascensore, dove per circa tre ore non vedevo anima viva.
Questo mi ha permesso 1) di ascoltare svariati concerti per lo più di inqualificabile musica italiana (avete mai sentito Biagio Antonacci per un’ora e mezzo? Credo sia alla base delle torture inflitte a Guantanamo) 2) leggere decine e decine di libri.
In quel periodo ero in fissa con PK Dick, uno che ha scritto un numero di romanzi di fantascienza difficilmente stimabile con precisione, tutti basati su un assunto di partenza pressoché identico, solo declinato in numero (x+y)-z di varianti. In pratica, la realtà non è quella che ci appare, perché c’è sempre un grande Manovratore Occulto che ci prende tutti per il naso. Avete presente il Truman Show? L’idea è sua. Blade Runner? Pure. 

Per questo mi è scesa una lama di freddo lungo la schiena mentre tranquillo me ne stavo lì al baretto a sorseggiare la mia centoventesima birra: e se tutto questo fosse solo una sordida pantomima? Cioè, che Dybala non l’avremmo mai preso lo davo per scontato e anche sul ritorno di Ibra non ci scommetto due lire due (anche se è il cuore è zingaro come lui, e sotto sotto si illude soffrendo copiosamente). Ma che vendano il club, ormai inizio a crederlo come cosa inevitabile. Che se lo prendano i cinesi, i thailandesi, i bantù o gli abitanti della Galassia di Orione, poco importa (no, cioè, importa eccome. Ma non è questo il punto). Ma per l’amore di Dio, non ditemi che la cessione è in forse. Cioè provate a pensarci: un altro campionato così. Con Honda che gioca bene tre mesi e poi sparisce. La turnè a Dubai di Dicembre che ci taglia le gambe. Bonera messo alla cazzo in campo a venti dalla fine giusto in tempo per farci prendere la pera. Ecc ecc ecc. Insostenibile vero?

Cioè, cosa ti dà la forza, di andare allo stadio di sabato sera per una partita assolutamente inutile se non l’amore per i tuoi amici, per la birra (soprattutto) e per l’idea di dire, massì, chi se ne frega, tanto quando fra X (numero indefinito) mesi saremo lì lì a lottare davvero per un posto Scempions (se non proprio per lo scudo) ci faremo delle grasse risate? Ecco, pensate se tutto rimanesse invece così com’è ORA. Milan Channel che strombazzando comunica alla Nazione unita che il nostro Presidente non vuole lasciare da sconfitto, che il Milan è un affare di cuore e blah blah. Suma che piange come se gli fosse apparsa la madonna di Lourdes. Cravatta Gialla che distribuisce sorrisi e massime come Frate Indovino e tutti che battono le mani entusiasti con quella spontaneità tipica della Corea del Nord. Io mi ammazzo, ve lo dico. Giusto per prenderla bene.

Meno male che la prevista goleada dei lupacchiotti si trasforma nella nostra miglior partita da mesi. A me manda fuori di testa, questa squadra capace di sbracare senza il minimo decoro a Udine e poi mettere sotto una Roma francamente inguardabile e talmente modesta che persino Honda fa un figurone. Già che ci siamo, ci mettiamo belli comodi e ci godiamo lo spettacolo, che per una volta non ci tocca bestemmiare in sumero antico. Squadra compatta, belle ripartenze, copriamo senza troppi affanni.
Vinciamo giustamente. Siamo contenti e siamo felici, applaudiamo con l’entusiasmo di chi ti dice: ‘Bravo, bravo. Però fra un po’ ti levi dal cazzo vero?’. Un pensiero debole alla Vattimo che si adatta perfettamente a chi sta in campo e in panchina (per non dire della tribuna) e che viene rafforzato dalla lieta notizia che Robinho, forse il giocatore che ho insultato di più negli ultimi 20 anni della mia vita, con un gesto di coraggio intellettuale ha deciso di rescindere il contratto.

Insomma, lo insegnano i cicli della Storia. Qualcosa deve cambiare. Sono scomparsi i T-Rex, pure Bonera e Muntari un giorno saranno un ricordo, no?
Perché ormai l’idea che gattopadescamente invece tutto rimanga com’è manco ci sfiora, teneri che siamo. Perciò per grazia di Dio, non prendeteci per il culo. Perché come diceva Andrea Pazienza (cioè non diceva esattamente così, ma fidatevi, fate come se) anche se siamo a maggio, il polline trasforma via Capecelatro in una specie di Cervinia per poveracci e il tramonto alle 20 incornicia il Terzo Anello, il freddo, quello vero, sa essere qui. In fondo al nostro cuore di sbarbo.

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