Una Stagione all’Inferno 7 – Milan-Viola 0-2

La chicca arriva la domenica pomeriggio, quando ti sei già sfondato una cassa di Novalgina per superare un sabato sera fatto di bestemmie, voce persa e vaffanculo. BB tramite ANSA le spara a zero su cravatta gialla: il Milan è gestito male, i soldi sono stati spesi senza alcun tipo di strategia e pianificazione. Beh, ci voleva lei per dirlo. Del resto deve essere stato lo Spirito del Natale a dire no a 35 milioni per Pato dal PSG bloccando Tevez mentre stava per firmare con una bic del Carrefour (no, non pensate a cosa doveva essere l’attacco Ibra-Tevez, c’è un limite al masochismo).
Comunque è un segnale. Hai visto mai che magari in Via Turati si muove qualcosa? Invece. La smentita. Macché, non l’ho mai detto. Non volevo certo mettere in discussione Galliani. Ah mi pareva.
Beh, se c’era un certezza dei miei anni da teenager oltre la domenica a S.Siro (o spesso in trasferta), era il sabato pomeriggio davanti a New Zabriskie Point, negozio di dischi ritrovo della gioventù hardecorista milanese.

Lì sotto consiglio del grande Stiv Rottame Valli (grande milanista, by the way) annientavo i miei pochi risparmi. Fra i dischi che mi avevano esaltato di più c’era un gruppo che si chiamava A Chorus of Disapproval: il terzo pezzo dell’album si chiamava “Justice” ed aveva l’impatto di una mazza ferrata in piena faccia. Il cantante disapprovava tutto e tutti (pure te) e ululando sentenziava: “I’m Justice, Judge and the Juuuuuuurrrry!” (che suona come Juary, ma invece è un’altra cosa, anche se avrebbe fatto molto ridere). Sono la giustizia, il giudice e la giuria. E adesso sono cazzi tuoi.

Io l’ascoltavo a palla e facevo le pose hardcore davanti allo specchio con le X sulle mani, usando il deodorante come microfono (mio padre brav’uomo ascoltava La Sinfonia 9 di Dvorak diretta da Zubin Mehta e alzava gli occhi al cielo). Magari potessi essere la giuria adesso. Potrei fare un bel processo e dire che i colpevoli sono in ordine di gravità:

1) La Presidenza. Che non abbiamo. Che palesemente non vuole più cacciare una lira in questa squadra MA al tempo stesso nega la volontà di cercare acquirenti. Che si dichiara stanca dell’allenatore che non ama MA lo conferma, nonostante lo abbia scaricato platealmente. Non si può pretendere di spendere come PSG e Real Madrid, quello no. Ma la verità banalissima è che per tenere una squadra al vertice bisogna metterci dei soldi. Vedi gobbi, vedi Pulcinellas, ma anche la Roma, la Viola e le merde. Una squadra di vertice non può avere come massimo investimento stagionale un acquisto di 12 milioni (spesi come poi, è un altro discorso). Siamo tutti grati infinitamente per tutto quello che abbiamo vinto in 20 anni e rotti, ma così non si può andare avanti.

2) La dirigenza. La cui lungimiranza spesso non va oltre alla caccia allo svincolato a parametro zero o lo scambio di figurine con il Genoa. Due anni fa potevamo prendere Marchetti a niente, adesso abbiamo il problema portiere. Seguiamo per mesi Strootman, va alla Roma. Facciamo andare Ljiajc in scadenza, niente: scappa anche quello. Jorginho, ne parliamo per mesi: è opzionato, ne abbiamo preso la metà. Resta a Verona e adesso vale 20 milioni. Cosa pensano? Che ce li debbano regalare? In compenso negli anni si accumulano casi umani come Taiwo e Traorè. Ingaggi faraonici per giocatori inutilizzati e invendibili. Pensare che qualcuno prenda stecche magari pare brutto. Però, ecco.

3) L’allenatore. Allegri ha vinto lo scudo al primo anno sulla panchina del Milan da inizio stagione. Ci sono riusciti anche Sacchi, Zaccheroni e pure Capello e Ancelotti . Non è questa però la notizia. La notizia è che stato l’UNICO nella storia a non vincere un campionato con Ibra. Quattro anni di fila di partenze difficili, le ultime due poi, semplicemente disastrose. Un gioco mai espresso, gol presi in situazioni di gioco sempre uguali. La guerra contro la vecchia guardia, che ha azzerato il valore storico di un Milan che non c’è più. Nesta, Clarence, Inzaghi, Gattuso, Ambrosini. Tutti via. L’insistere su giocatori muscolari e poco tecnici come Muntari. Il mettere in discussione promesse in piena crescita come El Sharaawy. L’acquisto contro ogni logica ed evidenza di Matri, lasciato fuori in una partita chiave come quella di sabato, in cui addirittura gli si preferisce Niang, l’unico attaccante a non essere mai riuscito a fare nemmeno un gol in tutta la sua impalpabile avventura rossonera.

4) La squadra. Chi era che correva di più sabato sera? Ricardo Kakà. Classe, carattere, e la coscienza di quanto conta quella maglia. Infierire sulla modestia di gente come Zaccardo, Birsa, Costant, Zapata, Muntari sembra quasi maleducato. Ma il Milan non gioca con il coltello fra i denti, casomai con la consapevolezza di chi sente che ormai è andata come è andata. E poi ammettiamolo: il sospetto ce l’avevamo, anche se ci abbiamo sperato tutti: invece Balo è proprio stupido. La natura con lui si è accanita, e in modo inversamente proporzionale rispetto al talento, ha distribuito l’intelligenza. Balo è imbarazzante: quando si butta, quando si prende l’ammonizione per l’ennesimo fallo inutile, quando manda a fanculo l’arbitro. E’ vero, non è tutelato e prende una marea di calci, ma riesce (quasi) sempre a passare dalla parte del torto. La verità è che alla fine al centro mette sempre se stesso, e mai la squadra.

5) La Curva. Tanto tuonò che alla fine piovve. Sotto di due a zero, col resto dello stadio in piena crisi isterica, finalmente si sono svegliati. Beh, troppo tardi. La difesa a spada tratta di Allegri in estate con tanto di comunicato stampa (mai vista una cosa del genere), l’accondiscendenza in tutti questi anni verso la dirigenza e le sue scelte. I cori per Galliani al ritiro (i cori per Galliani!). 
Il Novembre del 2005 mi ha insegnato che è facile puntare il dito e non avere le prove, per cui non mi permetto di avanzare dubbi che non posso dimostrare. Ma la potenza di una contestazione forte, decisa, dura (cosa da non confondere con violenta) può essere deflagrante ed è un’altra cosa, ricordatevi di Milan-Parma del 1998. Ma bisogna fare i nomi, attaccare al vertice, mettere in discussione l’Innominabile. Lo faranno? Staremo a vedere. Ma ho i miei dubbi. Felice di essere smentito eventualmente.

6) I tifosi. Non vi va bene questo Milan? Siete depressi, vi fa schifo la coppia centrale Zaccardo- Zapata? Portano la stessa maglia che indossavano Thiago Silva e Nesta, Baresi e Costacurta, Liedholm, Annovazzi e Herbert Kilpin. Per quella prima di tutto dovete tifare, disperarvi e bestemmiare, poi semmai interessavi a chi la porta. Facile venire a vedere le partite con il Barca o quando si vince lo scudo. Venite ad incazzarvi allo stadio. Più milanismo, più identità casciavit. Meno tifosi del Club più titolato al mondo e più Spirito di Cesena 82. Noi prima di tutto siamo quelli di Jordan-Serena il Milan si scatena e Blissett-gol. E’ vero, disgregati così poco possiamo fare, ci vorrebbe una sorta di class-action del milanismo per dire ad alta voce quello che è palese agli occhi di tutti, nelle colpe e nei suoi responsabili. Ma il dovere e il cuore ci porta a restare dove siamo sempre stati: allo stadio. Fedeli alla nostra bandiera. Questo siamo (o dovremmo essere) noi milanisti. Sempre.

19 Comments

on “Una Stagione all’Inferno 7 – Milan-Viola 0-2
19 Comments on “Una Stagione all’Inferno 7 – Milan-Viola 0-2
  1. “Più milanismo, più identità casciavit.”

    In fondo il punto numero 6 è il vero centro della questione. Ho visto la mia prima partita con il Milan in B e ho avuto la fortuna di vivere l’adolescenza vincendo tutto e tritando i miei compagni dalle elementari all’università.
    Nel corso degli anni però ci sono state occasioni in cui ho imparato che conta esserci e conta esserci ancora di più quando si viaggia verso il baratro.
    Quindi, non sono uscito da San Siro quando ne abbiamo prese 6 dai gobbi, sono rimasto lì, fino alla fine.
    E non me ne sono nemmeno andato quando le merde ce ne hanno infilate 4 e poi ci hanno umiliato fermandosi.
    Forse perché il mio milanismo si è “evoluto” nel parterre sulle spalle di mio padre in tutte quelle domeniche tra i Verza, gli Scarnecchia e i Manzo ed è lì che ho capito quello che per me cosa voleva dire essere milanisti.
    E per me vuol dire esserci, programmare le vacanze in base alle partite del Milan, prendersi l’acqua, il freddo, congelarsi le punte dei piedi e delle mani, ma comunque esserci perché io prima di tutto amo quei due colori: il rosso e il nero.

  2. Zabriskie e i sabati pomeriggio a spendere soldi in dischi e a rovistare fra gli espositori. Il Rottame (che aveva anche fatto un quadretto home made con le pagine della Gazza post-finale di Coppa dei Campioni del ’94 e lo teneva in negozio). Golden memories (un po’ come il Milan di quegli anni…)

  3. @ilCanevolante- la retorica del Club più titolato al mondo ha creato una generazione anzi due, di tifosi cresciuti nella bambagia, che non hanno memoria di ciò che eravamo prima del 1986. Il che ovviamente non significa non avere il diritto di incazzarsi davanti alle palesi prese per il culo. Personalmente ricordo le due stagioni disgraziate 97 e 98 come due degli anni più divertenti passati in curva, anche se vincere ovviamente è molto più gratificante

    @enrico- quanti sabati passati da Zabriskie e quantio soldi spesi. allora non c’era Internet, mp3 e torrent e per scoprire com’er aun disco dovevi fartelo suonare..

  4. Condivido TUTTO quanto meno una cosa: vedere l’addio dei “senatori” come un evento negativo.
    Sappiamo tutti che se non fosse per la stagione di grazia 2010/2011 (in cui Gattuso, Nesta, Ambrosini, Abbiati ecc sono tornati agli antichi fasti), era dal 2008 che si trascinavano per il campo complice oltre che l’età avanzata anche una mancanza di voglia visti gli ingaggi ormai spropositati.
    Si doveva incominciare a riprogrammare dal post-Atene, errore poi rimarcato dalle merde nel post tripletta.

  5. Concordo con Darby….i Senatori era ora di cambiarli..Morto un senatore se ne DOVREBBE fare un altro….il problema è che NON se ne sono instraurati altrettanti! Ditemi voi, chi è che avrebbe potuto prendre il posto di gente come Nesta, Gattuso, lo stesso Seedorf… E proprio questo, secondo me, è il problema principale. I giocatori attuali ( a parte Kakà ) NON sono da Milan non tanto per la mancanza di talento e di classe quanto per la mancanza di stile, di serietà, di atteggiamento. Nel vedere Balotelli con tutta la sua corte dei miracoli me se riscen i busecc ( ..si arricciano le budella ! ) ….sarà che sono troppo Milanese, oltre che Milanista, ma a me tutti quelli che si circondano di ” famiglia” mi fanno girare le Madonne, a Milano non amiamo farci soffocare dai familiari…solo un po’ a Natale… ‘sti atteggiamenti da mezzi balordi, tipo boxeur americani…con cadenass, creste, aria spocchiosa, no, no, no…quest chi l’è minga el mè Milan!!! Questa, oltre a quella relativa alla mancanza di osservatori e talent scouts , è l’unica nota con cui concordo anche con la ninfo-Barbara….ma a mi me par che se la suonano e se la cantano tra di loro…Dov’era il papi, in questi ultimi anni??? Detto questo, continuo e continuerò a pianificare la mia vita e ( loro malgrado) quella dei miei famigliari il 31 di luglio, quando esce il calendario : ” amore…questa domenica sì, si può andare al mare….eh no…quest’altra c’e’ l’Atalanta…ma forse, se siamo in cempions anticipiamo il sabato sera….così la domenica posso portarvi ai Giardini di Porta Venezia…..io con la radiolina a transistor, naturalmente…sì per le partite…”

    POTSY

  6. @canevolante
    Guarda che sullo 0-4 non è stata la pietà che ha fermato i cugini ma le 200 torce che son piovute in campo…

    @conte
    Conservo ancora il k-way sporco di uova per la contestazione col Parma del 98….tacci vostra che le tiravate da fuori curva!!!

    @conte reprise
    Hai dimenticato il punto 7) Gli stewart chi tocca la jamaicana senza permesso è un uomo morto….mortissimo…

  7. @canevolante
    Chiedo venia….parlavi di un derby mooolto più recente…l’ho confuso col derby 96/97 giocato la settimana dopo l’1a 6 coi gobbi a cui ti riferivi

  8. per Darby (Crash?) e Posty, avete ragione, mi sono spiegato male io. ci siamo trascinati troppo a lungo giocatori gloriosi ma ormai a fine carriera, è vero. quello che volevo dire che potevano se non altro restare in ambito societario (come Cordoba dalle merde o Nedved dai gobbi) per dare un segnale importante di continuità, visto che di fatto pare che lo spogliatoio sia una terra di confine in cui non ci sono più parametri e valori.

  9. @canevolante

    Davvero un bel filmato!!

    A parte ovviamente il primo piano di reizinger del quale deo gratias avevo perso memoria…..

    E che comunque risulta meglio dei vari zapata zaccardo e compagnia cantante….

  10. questa discussione manca di polemica, pare buonista come una canzone di mino reitano, provo a movimentare un po’ la questione…..
    io credo che ormai i senatori avevano dato quello che avevano dare, ma uno spogliatoio si costruisce con i passaggi di consegne, con l’esempio anche fuori dal campo e con il rispetto che si deve a chi ha vinto il vincibile e da cui posso imparare molto, soprattutto se mi chiamo costant o za(m)pata…..
    forse un po’ più di pazienza, in un momento in cui sapevamo che non avremmo avuto la forza economica per sostituire senatori con altri senatori ( penso anche solo a uno che ha giocato pochissimo rispetto ad altri, van bommel, ma con due zebedei dei così) non sarebbe stato poi così male…

  11. No Sudiungradino….”buonista” un par de ball….in realtà’ sono incazzatissimo,delusissimo, preoccupatissimo. Ci avevano prospettato tempi di vacche magre, a causa del fair-play finanziario e delle magagne economiche del nostro presidente….e va bene, ce ne saremmo anche fatti una ragione se, come promesso, in cambio ci avessero offerto una maggiore cura e valorizzazione per il vivaio, i giovani campioni allevati in casa, l’ emarginazione di procuratori speculatori e rovina-campioni…..non si e’ visto nulla! Per non parlare di incentivi e facilitazioni e sconti e riduzioni per premiare i tifosi più’ assidui e fedeli…quelli che,come me, si abbonano di default, a
    prescindere: abbonamento Ch.League al 1 blu, da 70 euro a 94, da un anno all’altro….e in tempi di crisi. Tralascio qualsiasi polemica riguardo la cura e l’attenzione per la memoria storica….mai ricevuto il
    benche’minimo segnale, al riguardo. Quando mi feci promotore per
    inscrivere ( con successo…) il nome di Herbert Kilpin al Famedio del Cimitero Monumentale, ebbi l’ occasione di rendermi conto di quanto
    siano miopi e lontani rispetto alle questioni di memoria, storia, rispetto
    per il nome, la tradizione, la genesi stessa del Milan: quel 2 novembre, trovai al mio fianco uno sperduto Franco Baresi che non sapeva bene come e perche’ fosse stato mandato li’….Sono incazzato con questa Società’ che ci ha fatto vincere molto, ma che non ha curato mille aspetti che del Milanismo erano e sono ancora la sostanza. Il Milan non e’ nato nel 1986…..vincente e glorioso lo e’da sempre….fin dal principio…quello che stanno facendo oggi e’di togliergli un bel po’ di anima…..La difenderemo per quanto possibile, ma e’ sempre più’ dura…
    POTSY

  12. Non dite così a Potsy che da vecchio ultras rimbambito gli viene duro….e poi magari si monta la testa e incomincia a pensare che di calcio ne capisce qualcosa ;-)))))

  13. Oddio meglio che li avvicini alla droga piuttosto che al berlusconismo…vedi anche nella tragedia qualche lato positivo lo si trova sempre…

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