Tenera è la notte Cap.I. Milan-Paleimmo 3-2

19  Settembre  2015
Milan-Paleimo 3-2

L’illuminazione l’ho avuta sabato pomeriggio, mentre ero a Palazzo Reale a vedere una mostra chiamata ‘La Grande Madre’, perché si sappia, sono anche un fine intellettuale e non solo un facinoroso che fa i gesti verso i tifosi avversari. In pratica c’era questo quadro di tale Lee Lozano (Non faccio finta di sapere chi sia, mai sentita. Però ha una storia interessante:
a) pensate che ad un certo punto per protestare contro l’arte ridotta a mera merce in vendita, la buona Lee ha smesso di dipingere per tutti gli ultimi 30 anni della sua vita. Geniale no? Cioè, poteva fare lo stesso anche Bonera, cioè smettere di giocare per protesta verso le panche che gli hanno rifilato – quasi – tutti da Ancelotti in giù. Che poi, non so se avete visto
b) il nostro Danielone cosa ha combinato appena arrivato al Villarreal. Succede questo: 1 a 0 in Europa Legue contro il Rapid Wien. Entra Bonera, pronti e via, fallo sul suo uomo, punizione, 1 a 1. Finita? Macché. Poco dopo abbatte uno in area, rigore, 1-2. Grande Daniele. E sei stato otto anni, dico otto anni, da noi. Senatore).

Insomma, in questo quadro un’anonima mano maschile guantata inserisce un gettone, una moneta, in un sesso femminile ridotto ad una sorta di Insert Coin. Sempre per contestare la commercializzazione dell’immagine femminile blah, blah, blah. Insomma, Lozano era una che protestava come ai bei tempi faceva Massaro quando si buttava a pesce in area e poi chiedeva i rigori. Ma perché mi ha colpito, direte voi. Ora, Freud vedeva nell’utero una proiezione del mondo interno, una casa primordiale a cui tornare.

E lì ho capito.

Ero placidamente al baretto con la mia settima birra in mano (geniale l’idea di trovarsi alle 18.30, quando la partita non inizia che due ore dopo, grazie amici. La prossima volta vediamoci direttamente alle 18, che mi porto un catetere) e nonostante la sconfitta (immeritata) nel derby, nonostante Honda confermato a centrocampo, nonostante la prospettiva di un’altra stagione perlomeno interlocutoria, vedevo solo milanisti sorridenti. E’ passata un po’ in sordina, ma c’è una notizia che in cuor nostro ci ha rallegrato. Restiamo a casa. Restiamo a San Siro. Diciamoci la verità: bella l’idea dell’impianto avveniristico, bei colori, tanta simpatia. Ma in fondo al cuor avevamo la tristezza e già un inizio di saudade. Mi immaginavo già la prima in casa, a guardarci in faccia e dirci ‘beh dai, non è male..’. E invece no. Non ce ne andiamo più. Perché, percome, non lo so, ma è così, e questo conta. Le Merde avevano già pronto il loro bel plastico per farci vedere come avrebbero trasformato il NOSTRO stadio, che abbiamo costruito NOI, nella loro versione indonesiana di Gardaland. Beh, ficcatevelo laddove non batte il sole, care bave. Questa è casa nostra dal 1926, al massimo continueremo ad ospitare voi e le vostre coreografie con i vermi decapitati. 

Che poi alla fine, siamo brava gente: non chiediamo molto. Abbiamo già visto il meglio e sappiamo che sarà dura che possa tornare. Questo lungo inverno che viviamo ormai da tre anni consecutivi ci ha restituito il senso delle piccole cose. Come diceva il mio amico Presenza, per quest’anno il nostro Triplete può essere riassunto in

a) Vincere la Coppa Italia
b) arrivare almeno in Europa League
c) vincere il derby di ritorno. Pare impossibile? No dai, ce l’ha fatta il Vicenza a metà anni 90 con bomber Luiso e Otero, ti pare che sia precluso a noi?

In fin dei conti non siamo malaccio. Anzi, c’è una sorta di fiducia da sfinimento. Ci piace Sinisa anche se ha un passato da venire i capelli dritti (ma voi ve lo ricordate mentre bombardava di punizie Dida in Scempions? Io sì). Il giovane Romagnoli ha il nostro totale appoggio nonostante il 99% ne ignorasse l’esistenza fino a Giugno (me incluso). E’ costato uno sproposito: DEVE essere bravo. E così, nonostante sul  groppone abbia un peso abnorme, se la gioca bella sicuro ed elegante, come se sopportasse con pazienza Zapata, ultimo superstite (insieme ad Honda) di quella genia sciagurata composta da Constant, Emanuelson, Muntari, Bonera contro cui abbiamo lanciato maledizioni sumere per anni.

Bacca ci piace. Luigione Adriano pure, anche se va detto che se Robinho avesse sbagliato i gol al derby che ha ciccato lui avremmo finito il numero delle bestemmie ammesse dal regolamento. E poi dal nulla ti spunta fuori questo Calabria. Ora amici: calma e sangue freddo. Per favore non dite che ricorda Maldini, che più sfiga di così non gli si può portare. Ho letto bene da qualche parte sull’Internet in un blog pieno di buonsenso: semmai ricorda Evani. Cazzo vero, Chicco. Brevilineo, veloce, esplosivo, cross belli tesi in mezzo. Ignazio, recupera pure con moooolta calma. Ma evitiamo Sant’Iddio che Calabria finisca come De Sciglio. Che ora, oggettivamente è un disastro, però io voglio essere impopolare e schierarmi in sua difesa. C’è stato un tempo in cui era capace di giocare a calcio: non può esserselo dimenticato, così dal nulla. Se c’è un momento per recuperarlo è questo. Speriamo non sia sprecato inutilmente.

Alla fine portiamo a casa questi tre punti. La cosa brutta è che diamo l’idea che basta mettersi un po’ d’impegno per buttarcela dentro, la cosa bella che anche questa volta dopo l’Empoli siamo riusciti a non farci abbattere una volta raggiunti. 

La sensazione però è che le cose importanti davvero si giochino fuori dal campo. Che questa sia una sostanziale stagione di transizione. Qualcosa si è mosso, non si può negare. Ma per ora, non basta per rendere questa squadra veramente competitiva. Quindi tocca aspettare perlomeno gennaio per vedere se c’è davvero voglia di tornare in alto oppure se sia stata una fiammata giustificata da manovre più o meno legali della nostra amata e lungimirante Presidenza.

Il punto è che eravamo arrivati veramente ad un punto di totale sfinimento emotivo verso il nostro vecchio Milan.

Non chiediamo che riscoppi subito la passione, quello no.

Però qualche soddisfazione, sì.

Tanto lo sai, lasciarsi non è possibile .  

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