Rise Above, capitolo III. Milan-Pescara

Avete presente ‘Ritorno al Futuro’ vero? Ditemi di sì, non fatemi sentire più vecchio di quello che già sono. Beh non ho mai capito quale fosse la data esatta in cui la Delorean di Marty McFly sarebbe dovuta tornare indietro sgommando scintille come la mia 500 quando esco dal parcheggio dell’Esselunga di Via Morgantini. Di sicuro, ieri sarebbe stato il giorno ideale da segnare sul calendario per un Ritorno al Passato Rossonero. 

Situazione tipo. Stiamo infilando una serie di prestazioni (soprattutto quest’anno) insperatamente buone. Abbiamo una classifica interessante e parte adesso il filotto delle partite con le presunte seconde, se non terze, forze del campionato. Di quegli incontri che devi mettere per forza il fieno in cascina e partire all’assalto con il coltello fra i denti. Come finiva l’anno scorso ve lo ricordate tutti, con l’incubo ricorrente di pareggi con Carpi, Frosinone che torna a fare visita per Halloween. Tipo ieri, roba da film horror: sette minuti sette di recupero. Una serie interminabile di palle buttate dentro da quello con il turbante. milanpescara oddoMischie, respinte, palle spazzate via, colpi di testa, di nuca, tibia, perone, botte, sputi e bestemmie. Gomez ci manca poco che giochi lanciando delle bombe a mano. Cristante (oh chi si rivede) che la scodella in mezzo alla nostra area per pallonetti assassini. Sui gradini, gente che chiude gli occhi ad ogni cross, che insulta i nostri quando non riescono a stare alti, che bacia la figurina di Gigione a mo’ di santino. Manca ancora un minuto. Ti dico che finisce a 16.58. No, ha dato altri trenta secondi, venti, dieci. Fischia la fine, fischia la fine. La fischia davvero. I nostri giù ad abbracciarsi tutti felici. Noi siamo esausti, raccogliamo le nostre stanche membra e fatto l’applauso di dovere, ci incamminiamo lentamente verso l’uscita senza manco un goliardico ‘Vinceremo, vinceremo il tricolor’. Tutti a casa a svenire sul divano con una Moretti da 66.

Ed era il Pescara, eh. Avessi detto il Real Madrid del Buitre e di Hugo Sanchez.

Che poi Oddo. Davvero bravo, oltre che affettuosamente applaudito ad inizio partita (ma ve lo ricordate Oddo che sbronzo marcio a fine di Roma-Milan fa il giro dell’Olimpico quando abbiamo vinto l’ultimo, ahimè, lontanissimo scudo?). Ci ha fatto vedere una squadra che viene qua e fa gioco, dal primo all’ultimo novantasettimo fottuto minuto. Un undici che accorcia, pressa, viene a darti fastidio fino al limite della nostra area. Non per nulla nel Primo Tempo praticamente non la vediamo mai, palo di Niang a parte. Che poi non so a voi, ma il Pescara a me sta pure simpatico, come senza problemi qualcuno dei loro se ne stava in mezzo fra di noi con sciarpe che richiamavano gli anni 80. Rangers, Bad Boys. milanpescara punizioneAll’epoca eravamo mezzi amici e c’era pure un loro striscione da noi in basso a Barcellona contro lo Steaua. Mi ricordo che i pescaresi ero pure andato a vedermeli da vicino la prima di campionato dell’anno precedente, quello del primo scudo dell’era del Berlusca. Mentre Ruud e Marco regalavano spettacolo a Pisa, il Pescara di Galeone sbancava San Siro con Junior e Sliskovic, una specie di Dejan con dei baffi in più e parecchio talento in meno. Non ci credevano di aver vinto a Milano contro le Merde e intonavano ‘Oj vita Oj vita mia’, il che mi aveva stupito non poco, perché non ricordavo nessun loro legame con i Pulcinellas – anzi. Poi si sa, le cose cambiano e ieri quelli là sopra non mi sono sembrati particolarmente friendly, ma tant’è. Eravamo troppo impegnati a non avere un infarto collettivo per starci a preoccupare dei rapporti diplomatici.

Tipo Vincenzino. Se ti incontrassi per strada qua nel ridente quartiere di San Siro, ti stringerei la mano, ti offrirei un Punt e Mes e poi ti direi che ti stimo, soprattutto perché raramente ho visto qualcuno fare come cazzo vuole, incurante di tutto e tutti. Vai a Genova e metti Poli terzino e Honda là davanti. Tutti pensano che sia un’idea cretina, tale si rivela e pigliamo l’imbarcata, ma tu niente, settimana dopo ci propini Sosa in mezzo, metti Luigione Adriano quando tutti a San Siro, a momenti pure i pescaresi, invocavano Johnny Lapadula. Fai un po’ come cazzo ti pare e ciò mi piace e mi spaventa, perché questo dimostra che hai carattere e te ne freghi, ma anche che hai un amore per il rischio pari ai continui retropassaggi che, su indicazione presumo tua, i nostri rifilano ad un Donnarumma che già a 17 anni è un fenomeno a pigliarla con le mani, fosse buono pure con i piedi sarebbe Gesù Cristo con la maglia del Milan.  milanpescara montella

Ma d’altronde un mio caro amico che lavora in tv e tifa la Viola (no, non è Carlo Conti), quando non piange miseria per quella qualificazione alla Scempions che gli abbiamo fregato nel 2012 (una noia), mi ricorda sempre che tu sei così, bello e impossibile. Che fai giocare le tue squadre al meglio delle loro possibilità però poi ti prendi la licenza di fare delle scelte inspiegabili, turn over senza senso apparente, che si spiegano solo con l’esigenza di lanciare messaggi alla propria società come per dire ‘Oh, questi ho, vedete voi’. Con il risultato che poi alla lunga alla società medesima viene voglia di sfancularti. Io spero che questo non succeda, Vincenzino. Per ora ti hanno preso come contentino Mati Fernandez, che a quanto pare a Firenze a momenti usavi pure per andare a prendere i figli a scuola e fare la coda al posto tuo in banca. Con tutti il rispetto per Mati, speriamo che a Gennaio un regalino te lo facciano, anzi ce lo facciano pure a noi. Più un dolcetto che uno scherzetto, che quello che stavate per combinarci ieri ci è bastato e avanzato. Grazie.

PS: ho appena scoperto, ore dopo aver scritto queste parole, che se ne è andato Matteo, un ragazzo che frequentava la Sud. Io lo incontravo spesso al pub dove vado sempre, al Pogue, in Porta Romana. Una volta avevamo parlato di tatuaggi e mi aveva colpito la sua gentilezza, il suo sorriso. Non ci sono parole per raccontare una perdita così immensa e inspiegabile e quindi non ne userò. Solo, ciao Matteo.

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