Riportando tutto a casa 3 – Milan-Hellas Verona

16 Ottobre 2021

Milan –Hellas Verona 3-2

7′; Caprari, 24′; rig. Barak, 59ì; Giroud, 76′; rig. Kessié, 78′; aut. Gunter

 

Oh beh ragazzi, da dove vogliamo cominciare? Dal 0-2 ribaltato come non accadeva (credo) da quel derby di Seedorf? Da Casti figliol prodigo prima spernacchiato (pure da me, lo ammetto) e poi hombre del partido in lacrime sotto la Sud? Sabato notte ero nel mio letto a guadare il soffitto come un bambino ipercinetico che fissa le stelline proiettate sul soffitto. Mi godevo le ultime scosse d’adrenalina che dall’ipotalamo mi attraversavano il corpo, tipo la 90 che da Lotto arriva fino a Piazzale Lodi e fa il giro all’incontrario, con i sudamericani sopra che ballano la lambada lalalalala. Ed è stato allora che sono stato colto dal più classico dei flashback hollywoodiani. Estate 2013. Sto tornando dal Costa Rica (vi piace il surf? Andate in Costa Rica. Non vi piace il surf? Anche no). Nel mentre che mi sto imbarcando si gioca Verona-Milan, prima giornata del campionato che ufficialmente darà il via alla nostra banter era. Avete presente no? Lacrime, fatica e amarezza. Tanta amarezza. Qualcuno direbbe I Peggiori Anni della nostra vita. Insomma, quel giorno scendiamo al Bentegodi con in difesa nientemeno che Abate, Mexes, Zapata e Constant (fa male, lo so). A centrocampo Poli, Montolivo e Nocerino. La crema insomma. Sono al gate e faccio in tempo a sapere che siamo in vantaggio 0-1, gol di Andreino Poli. Speriamo bene. Come no. Arrivato dopo circa 12 ore di volo, l’Europa mi accoglie con un perfido messaggio: ‘Il Milan ha perso, l’Hellas ha vinto. Bentornato a casa’. Capite anche voi. Ecco, fosse anche solo per quello lasciatemelo dire: me la sono, ce la siamo meritata. E’ come se in qualche modo stessimo passando all’incasso. Ci siamo sorbiti anni e anni di brutture? E adesso finalmente qualcosa ci sta tornando indietro. Ci possiamo persino permettere uno dei Primi Tempi più imbarazzanti da mesi, portati a spasso in lungo e in largo dal Verona che ci infila tranquillo lo 0-1 e poi viene omaggiato come se nulla fosse di un comodissimo 0-2. Come l’anno scorso. Preciso. Lì però era stata sfiga, qua invece gli abbiamo apparecchiato il tappeto. San Siro incassa il double ma non si scompone più di tanto. Dovrei scrivere che si sentivo gli Hellas cantare, ma davvero, dove stavo io non ho percepito quasi nulla, e dire che c’erano, che tutti si può dire ma non che sia gente che non si presenta. Ma niente, solo il rimbombare della Sud.

Ora, dire che ad inizio Secondo Tempo me la sentivo sono bravi tutti, ma quando vedi che con Krunic e Casti (e certo, Leao. Dio santo Leao. Ma cosa è diventato?) ribaltiamo la partita capisci che c’è qualcosa nell’aria. Fra la frustata di collo con cui Oliviero l’ha aperta e il 3-2 siamo tutti in una specie di trance collettiva, in campo e sui gradoni. Noi eravamo in piedi con una specie di lago di birra che si allargava fa i seggiolini (siete capaci di esultare per un gol con una birra in mano? No vero? Manco noi), in campo i ragazzi assediavano il Verona, rapidamente colto da una crisi di panico galoppante. Lo sapevano loro, lo sapevamo tutti. L’avremmo ribaltata, e così è stato. Non ho capito se l’affluenza fosse al 50% al 75% o che altro, sta di fatto che quando Gunter se l’è buttata in porta da solo mi sono ritrovato altro che in un assembramento, sembrava la piramide umana come le facevano nei 90s i gabber alle serate techno al Number One. Praticamente volavamo sulle ali della felicità, sopra i brutti ricordi, le paure e persino i nostri limiti. Un po’ come quel giorno lì d’Estate, quando con il telefono spento attraversavo l’oceano. Questa volta però l’atterraggio è stato decisamente più dolce.

PS- Lunedì pomeriggio, su Twitter qualcuno che fa ironia sui prezzi del derby. Ma in che senso, non capisco. Quasi in tempo reale mi scrive l’amico Cristian. Va che hanno aperto prevendita per le bave E ANCHE per il Liverpool. Mi precipito. Oddio precipito, a vedere il costo totale qualche timore nel pigiare i tastini per comporre il numero della mia carta di credito l’ho avuto eh. Anzi, grazie Milan che eviti che così dal nulla, di botto, un mattino mi possa svegliare e decida di cadere nel gorgo di qualche dipendenza seria. Che ne so, i cavalli, il videopoker, le auto sportive, i massaggi thailandesi, le donnine discinte. Tanto ormai praticamente spendo ogni mia risorsa per andare allo stadio. Quando si dice la costumer care. Molto care, pure troppo.

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