BIG TAKEOVER cap.III, SHORT CUT EDITION. Milan-SPAL

1) Lucas Biglia. Dove sei stato finora? Sono pazzo di te. Ti darei il PIN del mio bancomat, le chiavi della mia moto, se avessi una fidanzata la password del mio Hard Disk di foto private. Quando la mattina mi alzo e mi viene l’ansia pensando al giorno di lavoro che mi aspetta, immagino di sentire la tua mano sulla spalla e il tuo sguardo sornione che mi dice: “Tranquillo che ci penso io”. Sei arrivato ieri e mi sembra che tu ci sia da sempre, lì piazzato in mezzo al Centrocampo, a prendere palloni, cercare geometrie, distribuire saggezza come un filosofo ad Atene ai tempi di Platone. Non vai mai in panico, non ti si scompone il ciuffo, prevedi le cazzate altrui, fai sempre la cosa giusta, al momento giusto. E’ vero, non sei velocissimo. Del resto, dicevamo giustamente ieri, se fossi pure veloce saresti Modric e col cazzo che stavi qua a giocare da noi. Quindi va benissimo così.

2) Questa mano può esser ferro e può essere piuma. Scivoliamo nella vittoria senza nemmeno rendercene conto. Tutti volenterosi, nessuno on fire, Kessiè picchia, recupera, perde palloni e corre corre corre. Arriviamo al recupero sul 2 a 0 senza il solito drammone finale. Sbadigliamo pure aspettando la fine degli inutilissimi 4 minuti di over time. Se le grandi squadre sanno anche vincere per inerzia, allora potremmo essere grandissimi.

3) Quanti inutili partite avete visto con Empoli, Chievo, Sassuolo (non ne parliamo)? Con tutto il rispetto per queste squadre e per i rispettivi tifosi, non è colpa mia se non sono nomi che scaldano il mio cuore e il mio immaginario. Invece la SPAL. Le figurine degli anni 60 con Capello. La maglietta a striscioline biancazzurre strettissime. Quel nome che non si sa che cazzo voglia dire. La schedina degli anni di Serie B, quando eravamo un piccolo Diavolo e c’erano Buriani Novellino e il Capitano. Nippo Nappi e il povero Ciocci anni dopo. Le foto della Gioventù Estense su SuperTifo. Insomma, sono sempre stato curioso di vederli dal vivo. E non mi hanno deluso. Adesso mi mancano solo Triestina, Ternana e Catanzaro. Forza.

4) Entro con questo pacioso quarto d’ora d’anticipo, la birra in mano. Cerco il posto, come sempre butto un occhio in alto per vedere quanti sono quelli in trasferta. Beh, c’è un bel gruppo per una infrasettimanale a centinaia di km di distanza. Del resto, dopo anni fra Cittadella e Bassano del Grappa, San Siro è sempre San Siro. Fra tante bandiere fra l’azzurro e il bianco ce ne è una con il volto di un ragazzo. Guardo bene. Spero di non sbagliarmi (ma non credo). E’ quello di Federico Aldrovandi, un ragazzo di 18 anni, ucciso dalla polizia una mattina del 2005, senza un perché, senza un motivo. Non so se Federico, che era di Ferrara, fosse tifoso della Spal o meno, e forse nemmeno conta. Mi piace pensare che abbiano voluto ricordare un figlio della loro città. Uno di loro. Un ragazzo.

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