Good Times, Bad Times. Stagione 2017/18. Seconda Parte

Seconda e ultima parte degli alti e bassi di questa stagione. Nella seconda tranche gli alti sono in maggioranza, anche se i bassi colpiscono duro. Ma come diceva il Sommo: “Nasce il sentimento, nasce in mezzo al pianto”.

Good Times, n.6 – 4 febbraio 2018
Il mese di febbraio è oltremodo gustoso: il Milan vince tutte le partite che gioca – eccetto una, a Udine, in uno stadio perennemente furibondo (almeno contro di noi). Se non altro, il gol del vantaggio è il più bello dell’anno: uno scaldabagno di Suso imprendibile – la porta è troppo lontana per stare nella foto ma fidatevi, c’è. Purtroppo, non potendo fare di meglio, non farà più gol in campionato.
Good Times, n.5 – 28 febbraio 2018
Contro la Lazio in semifinale di Coppa Italia è battaglia, e a differenza della partita di andata il Milan ribatte colpo su colpo alla squadra più vezzeggiata d’Italia. Come con l’Inter si va ai supplementari, ma stavolta si va anche ai rigori. Per di più, a oltranza. Questa la sequenza:
Immobile GOL; Rodriguez PARATO; Milinkovic-Savic PARATO; Montolivo PARATO; Lucas Leiva PARATO; Bonaventura GOL; Parolo GOL; Borini GOL; Felipe Anderson GOL; Bonucci GOL; Lulic GOL; Calhanoglu GOL; Luiz Felipe ALTO; Romagnoli GOL.
La squadra è in piena estasi, così come noi tifosi. L’altra semifinalista, grazie a due vittorie sulla sempre servizievole Atalanta, è la solita Juventus ma in questo momento sembra davvero tutto possibile, del resto sta nevicando a Roma.
Bad Times, n. 4 – 8 marzo 2018
E infatti l’Arsenal viene a SanSiro e non ci sottovaluta: gioca la sua partita migliore in una stagione deludente mentre i nostri sono in rianimazione. La superiorità è evidente, e la sorte non aiuta: Bonaventura manca il gol di un soffio, viceversa gli inglesi (per così dire) vanno in vantaggio su un tiro che si impenna imprevedibile dopo aver impattato su – Why always him? – Bonucci.
Good Times, n.4 – 11 marzo 2018
Si gioca ogni tre giorni, la squadra è talmente cotta che più che schierata andrebbe impiattata. Contro il Genoa il Milan è poco lucido, ci prova ma nulla funziona. E mentre tutti stiamo già twittando che è un peccato e che l’euforia è finita, all’ultimissimo secondissimo Suso inventa un cross su cui con torsione scopadea (cit.) Andre Silva si sblocca in campionato, mandando il pallone nel solo punto dove Perin non può proprio prenderlo. Un premio per aver giocato fino alla fine. A dicembre parlare di piazzamento in zona Champions era delirante, ma ora eccola lì a 5 punti e con un derby da recuperare.
Good Times, n.3 – 31 marzo 2018
Qualcuno borbotterà che non è servito a niente, ma la capocciata di Bonucci tra Chiellini e Barzagli allo Stadium è un momento dei più belli in una partita che i malavitosi temono così tanto da chiedere istericamente tre rigori in 5 minuti a cavallo dell’intervallo e costringendo l’arbitro al VAR sul nulla assoluto, al solo scopo di intimidirlo. Quando Calhanoglu fa vibrare di potenza la traversa a Buffon battuto, non ci sono molti dubbi: la meriteremmo noi. Ma come spesso succede, la vincono loro.
Good Times, n.2 – 4 aprile 2018
Il derby di ritorno sarebbe dovuto capitare nel nostro momento migliore, fatalmente viene rinviato al nostro momento peggiore. Un’Inde non particolarmente arrembante fa la partita, noi ci limitiamo a portare a casa la pelle. Perciò volendo è una soddisfazione un po’ meschina, ma inutile negarlo: in un mese di depressione, ricaviamo qualche giorno di salutari ghignate da un paio di errori colossali di capitan Icardi che solo a pochi centimetri dalla porta spalancata riesce a mancarla come un Maxi Lopez qualsiasi. Quello all’ultimo minuto è particolarmente miracoloso, e ne ringraziamo ogni divinità possibile, da Nyarlathotep a Otelma.
Bad Times, n.3 – 21 aprile 2018
Di nuovo il Benevento. E stavolta non è pareggio: è colpaccio a San Siro, gol di Iemmello. Tra l’altro uguale all’80% dei gol presi quest’anno: un tipo entra in mezzo ai nostri difensori in linea, e la butta alle spalle di Gigio con irrisoria facilità. La Champions è persa, per la partecipazione all’Europa League sono riuscite a rifarsi sotto squadre quasi in catalessi come Sampdoria e Fiorentina.
Bad Times, n.2 – 9 maggio 2018
Finale di Coppitalia coi malavitosi: dopo un primo tempo alla pari con loro, ecco che succede di nuovo: alla prima distrazione ci bucano, e per di più col greve Benatia. Poi nel giro di pochi minuti arrivano le coltellate più laceranti, sotto forma di due errori del nostro giocatore più pagato. Nel primo, fa scivolare in rete una palla forse resa viscida dalla pioggia, nel secondo serve Benatia forse reso viscido dal fatto di essere Benatia. Mentre a Liverpool, Loris Karius avverte come se un guanto di sfida gli avesse sfiorato la faccia, ogni nostra speranza di rimontare si inabissa.
Bad Times, n.1 – 9 maggio 2018
Ma non è nemmeno finita: c’è un ultimo fendente che vogliamo tirarci per completare il cocktail di suicidio, umiliazione e beffa, ed è il colpo di testa su calcio d’angolo col quale Nikolone Kalinic finalmente la mette alle spalle del portiere.
(se state leggendo questo nel 2038 e non ricordate o avete rimosso: il portiere è il nostro)
Good Times, n.1 – 20 maggio 2018
L’ultima buona notizia della stagione è che abbiamo un numero 10. Uno capace ad esempio di piazzare una staffila all’Emirates Stadium di Londra, anche se non di buttarsi in area quando il portiere dell’Arsenal lo tocca mentre viene superato. E che inizia a prendere per mano la squadra quando si smarrisce. Come nell’ultima partita a San Siro, contro la Fiorentina, dopo che siamo andati sotto nel solito modo (vi ricordate? Quello che entra nel bel mezzo della difesa, solo davanti a Gigio, tac). Sale sulla sua piccola cattedra Calhanoglu e pareggia, poi offre tre assist per il 5-1 finale, due dei quali mandano in doppia cifra almeno un nostro attaccante: Baby Cutrone. E quindi forse alla fine questa squadra, che alla fine del girone di andata stava lì (…guardate molto in basso), Nella Nostra Umile Opinione non è da ri-rifondare, ma da completare. E coccolare – senza viziarla, eh. Può crescere davvero.

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