Quella volta che ci siamo vergognati

 

 

 

 

 

 

 

Noi non siamo juventini. Siamo tifosi sufficientemente adulti e vaccinati per distinguere la puzza di bruciato anche quando proviene dalle nostre cucine e abbiamo un senso della vergogna notevolmente più evoluto degli zebrati (degli interisti no, godono intimamente nell’essere vilipesi e offesi per poi flagellarsi urlando che tutto il mondo ce l’ha con loro; se potessero contemporaneamente rubare e arrivare secondi raggiungerebbero l’orgasmo). E’ per questo che scriviamo qui e ora, nero su bianco, che l’arbitraggio di Milan-Chievo del 2 dicembre 2001 fu una delle più grandi vergogne degli ultimi vent’anni di serie A.

Tredicesima giornata. La società ha dato già da tre partite il benservito a Fatih Terim, licenziato in fretta e furia per ingaggiare Ancelotti poche ore prima che firmasse per il Parma. La squadra è così così, è la prima stagione di califfi come Pirlo, Inzaghi e Rui Costa ma anche di sprovveduti come Umit e Laursen o fuggevoli meteore come Contra. Di fronte c’è il primo, meraviglioso Chievo di Del Neri – primo anche nel senso della posizione in classifica dopo 12 giornate, grazie al calcio più bello che al sottoscritto sia mai capitato di veder giocare a una cosiddetta “piccola”, facciamo, dal 1995 a oggi. E’ un 4-2-4 che si sviluppa preciso e velocissimo e per una buona metà di campionato è praticamente incontrastabile (ci riesce solo la Roma di Capello, che vincerà 0-3 a Verona dopo una prestazione di mostruoso pragmatismo), animato da filibustieri di periferia come D’Angelo, D’Anna o Cossato, reietti dell’alta società come Lupatelli o Marazzina o promesse neanche più tanto giovani come le due frecce nere Eriberto e Manfredini. Il Chievo sale a San Siro determinato a far ballare anche stavolta la sua ridda infernale ma, oltre che con Inzaghi-Shevchenko, non ha fatto i conti col direttore di gara. Egli è Graziano Cesari, un bell’uomo che veniva, veniva dal mare, sorridente, lampadatissimo, alla sua ultima stagione da arbitro e con già in tasca un contratto come moviolista Mediaset dal settembre successivo.
La partita è né più né meno una lunga sequenza di episodi a nostro favore. Al 15′ Serginho scappa via a sinistra e pennella al centro per Inzaghi che mette in rete di testa, completamente solo. Per forza, è fuorigioco, ma nessuno protesta. Andiamo avanti: i mussi volanti non fanno una piega e in duecento secondi ribaltano il tabellino e l’avversario. Danno lezione di contropiede con Manfredini che manda in porta Marazzina che batte Abbiati in uscita per l’1-1, poi rigirano il dito nella famosa piaga del Milan ancelottiano, i gol su palla da fermo: calcio d’angolo e Bernardone Corradi incenerisce di testa Laursen e Abbiati, 2-1. Il rimanente quarto d’ora del primo tempo è una via crucis in cui Cesari il misericordioso nega al Chievo due rigori (mano di Laursen e trattenuta di Chamot su Corradi) che evitano in qualche modo l’effetto-slavina.
Il pareggio arriva al 57′ ed è onestamente uno dei rigori più criminosi che si ricordino (me ne viene in mente solo un altro pro-Juve concesso a Zalayeta contro la Roma dall’ineffabile Racalbuto): caos in area del Chievo, un pallone che spiove, due difensori sulla linea anticipano Shevchenko che finisce giù. Il fallo non è chiaro neanche dopo tre replay, si può ipotizzare che Cesari abbia visto una leggerissima spintarellina di Eriberto, ma stiamo trascendendo nella metafisica. Sheva spiazza Lupatelli e posa la prima pietra per la rimonta che si concretizza sette minuti dopo. Rui Costa lo pesca con un lancio perfetto e lui segna uno dei gol-manifesto della sua classe: stacco perfetto per elevazione e scelta di tempo e colpo di testa imparabile sotto la traversa. Una settimana dopo segnerà il famoso gol a Buffon da 30 metri ma credeteci, se ci fosse una rete da mostrare prima delle altre in un’eventuale Sheva Anthology, questa sarebbe molto più adatta.
Nel frattempo siam rimasti in 10 perché abbiamo finito i cambi un minuto prima che Inzaghi si fracassasse un ginocchio dopo un contrasto con Lupatelli, e lo rivedremo solo in primavera – appena in tempo per segnare i gol che ci faranno arrivare quarti. Il Chievo è prostrato nel morale e nel fisico e non ha ricambi all’altezza (entra addirittura Jonathan Binotto): guidati da un grande Maldini, ci stringiamo nel bunker e teniamo botta fino alla fine. La sensazione che si tratti di una rapina è lampante. Una penna autorevole come Marco Ansaldo della Stampa dà a Cesari voto 3 e commenta: “Di arbitri scarsi ne vediamo molti. Lui non è scarso, quindi le sue decisioni sono molto più sospette. Che pensare? Farà strada nel dopo carriera“. E conclude: ci sono stati episodi che “avrebbero indotto al terrorismo qualcuno meno blindato di Del Neri“(si sa, del resto, che da sempre i giornali sono filo-milanisti, no?).
Anyway, perché stiamo tanto insistendo su questo tasto? Perché a fine anno la classifica parlerà chiaro: Milan quarto con punti 55, Chievo quinto con punti 54. Il giochino dei punti in più e punti in meno è fin troppo semplice: è anche grazie a Grazianeddu che ci siamo potuti gustare il gol di Inzaghi all’Ajax, il doppio derby di Champions, la notte di Manchester, ed è nostro dovere ricordarcene sempre, al netto di tutta la retorica dei Mauri Suma o degli Alessandri Alciati di turno, perché nella vita e nel calcio non è mai tutto bianco o tutto nero. No, decisamente noi non siamo juventini.

MILAN: Abbiati, Helveg, Laursen (46′ Costacurta), Chamot, P. Maldini, Gattuso, Donati (59′ Contra), Serginho (46′ Kaladze), Rui Costa, Inzaghi I, Shevchenko – All.: Ancelotti

CHIEVO: Lupatelli, Moro, D’Angelo, D’Anna, Lanna, Eriberto, Perrotta, Corini (69′ Cossato II), Manfredini (65′ Franceschini), Corradi, Marazzina (73′ Binotto) – All.: Del Neri

Arbitro
: Cesari

Reti: 15′ Inzaghi I, 26′ Marazzina (C), 28′ Corradi (C), 57′ rig. e 65′ Shevchenko

14 Comments

on “Quella volta che ci siamo vergognati
14 Comments on “Quella volta che ci siamo vergognati
  1. C’era anche un rigore netto per il milan (prima della cagata di Cesari…ah, la cara e vecchia compensazione)

    Il gol in fuorigioco è sempre colpa del guardalinee.

    Ho visto partite del milan vinte in modo più scandaloso 🙂

    • Mmmh, il rigore netto per il Milan è un rimpallo coscia-mano su D’Anna. Le volte che ce li han fischiati contro (per esempio una volta a Torino a dieci minuti dalla fine) ci siam sempre lamentati (e a ragione secondo me).

  2. Ok mi sta bene l’analisi sulla partita perchè noi se abbiamo episodi favorevoli lo ammettiamo, ma non puoi dire che grazie a questa siamo andati in Champions, perchè dovresti analizzare tutto il campionato, lì eravamo soltanto nel girone d’andata.
    Probabilmente durante l’arco del campionato abbiamo anche subito qualche torto arbitrale.

  3. Mmh, il fuorigioco è imbarazzante – tanto più che poco dopo ne sbandiera uno molto più difficile da vedere. Il mani di D’Anna oggi sarebbe rigore. Il che non significa che Cesari abbia fischiato in buona fede – anzi, secondo me raddoppia la sua immensa fesseria: aveva persino l’occasione per consegnarci la partita senza farsi accorgere, come fanno quelli bravi. Ma la cosa peggiore che lo ricordo fare è fischiare la fine con 4 secondi di anticipo mentre un pallone sta entrando in porta, in Bayern-Valencia. Spero che un giorno la Finanza lo becchi per qualunque cosa, preferibilmente le sue stupide televendite a Controcampo.

  4. Decisamente voi non siete juventini. Quando noi rubiamo ci dobbiamo vergognare perché siamo sporchi brutti e cattivi. Quando rubate voi quello sporco brutto e cattivo è l’arbitro. E voi potete mettervi a dileggiarlo insieme a quello cui avete rubato. Salutandolo con una pacca sulla spalla e un sorriso sfavillante.

  5. Ehi, quante polemiche. @Federico: non mi sembra di aver scritto che l’arbitro abbia fatto tutto da solo, se leggi bene a un certo punto compare persino la parola “Mediaset”.
    @Paolo: purtroppo nel video mancano i due rigori negati al Chievo, dei quali però ho buona memoria (la mano di Laursen, soprattutto, era solare).

  6. Non ci vergognamo ma “siamo tenuti e invitati a farlo”. E’ mai capitato a voi? Non mi risulta. Non ne avete neanche idea di come funziona, infatti ogni volta (ogni Tagliavento) dobbiamo rispiegarvelo. E’ molto bella la carrellata dei “io il Milan lo odio”, ma è letteratura di fantasia. Gli antimilanisti non esistono più del Bigfoot. Cesari è a Mediaset. Ma questo anche nel più convinto malpensante non scatena la metà della bile, per dire, della espulsione di Pandev.

  7. (a scanso di equivoci)(mi state simpatici)(la cosa del sorriso sfavillante, magari non si è capito, è un autentico complimento)(Enrico Cortoba è qualcosa che può esistere solo nel Milan)(non siete mica musi lunghi come gli interisti)(che generalmente ho sempre malsopportato da ben prima di calciopoli)(noi vi invidiamo apertamente questa leggerezza che ogni volta che capita una partita rubata -da chiunque a chiunque- voi avete sempre il vestito di quelli venuti su dalla B giovedì scorso)(ci piacerebbe poterla prendere così anche noi)(ma dio ha deciso diversamente)

    • Forse è semplicemente perché, in fin dei conti, gli incontri ravvicinati Milan-Juve su suolo italiano sono (quasi?) sempre andati a finire in una certa maniera. E poi anche perché tutti noi milanisti, voi juventini e loro interisti sappiamo benissimo che tifiamo per tre squadre tendenzialmente privilegiate dagli arbitri e dal rango, ma qualcuno fa più fatica di altri ad ammetterlo pubblicamente (conosco juventini che da sabato sera si lagnano per l’arbitraggio di Tagliavento).

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