PRIMO SCUDETTO

Alla fine, noi siamo una piccola congrega di rimbambiti che a tratti dice che questa faccenda del tifo insomma, va presa anche un po’ con leggerezza, dall’altro farnetica senza ritegno. Però forse non puoi mai comprendere realmente come una squadra di calcio possa entrare in modo diverso nelle vita delle persone, e non puoi mai figurarti quanto il tuo farneticare possa persino avere aspetti positivi. Ce lo ha svelato un amico che, scopriamo, ci segue da tempo.

PRIMO SCUDETTO

(di M.G.)

Domenica 22 – 5 – 22 è stato un giorno ovviamente speciale per tutti i milanisti, però uno di loro ha vissuto questo scudetto in maniera un po’ più speciale. Per raccontarvi questa storia devo andare indietro col tempo fino ai primi di marzo 2020.

Ferdinando ha appena compiuto un anno di vita, quando il faccione del presidente Conte annuncia alla tv che dobbiamo stare a casa e smettere di “assembrarci”. Ferdinando non parla e cammina a stento, gattona in giro per casa, tra le mura, in quel clima surreale da guerra nucleare che mai avremmo creduto di vivere. Un giorno la monotonia viene spezzata da qualcosa: papà guarda sul cellulare alcuni oggetti dai colori familiari, perché sono quelli di un piccolo body a strisce con un simbolo ovale sul petto…il rosso e il nero. La mamma aveva permesso a papà di comprare questo bodino che a pochi mesi dalla nascita “battezzava” Ferdinando come futuro milanista. Sarà per questo o sarà per le buffe imprecazioni, tipo “Susooooooo” oppure “Paquetà, doppio passo e se ne và”, che Ferdinando si avvicina e scruta curiosamente il cellulare di papà. C’è una pagina su Facebook dove si discute del Milan, e lo si fa in maniera divertente. E così durante quei mesi Vito, il Conte Fiele, Giuseppe, Paquetà, Piatek, Suso, Cutrone e Ibra diventano compagni di quarantena. Ferdinando non ha le idee molto chiare, però le urla domenicali durante le partite del Milan nei mesi del lockdown lo divertono. La mamma dal canto suo, pur disinteressandosi del calcio in genere, non ostacola questo divertimento, anzi la faccia di IT il pagliaccio con la scritta “Lo vuoi Suso?” diventa il tormentone di casa. In casa, dimenticato da anni sulla parete della stanza, c’è un gagliardetto rossonero con uno scudetto, risalente alla stagione ’95-’96, quella di Baggio, Savicevic e Weah: ora si capisce perché.

Il tempo passa, il lockdown finisce, il Milan continua a divertire e Suso continua a essere il più nominato in casa. Col tempo Ferdinando è diventato più curioso. Sa dare calci a una palla di gomma. I tempi sono maturi per tirare qualcosa che somigli a un calcio di rigore e per le prime parole inerenti il calcio: “gogghegghilan” (trad. “Gol del Milan!”). I nostri amici continuano a farci compagnia durante le domeniche. Un giorno però qualcuno spegne la luce e Ferdinando non trova più la sua mamma. Cos’è successo? Non era arrabbiata, non è andata a fare la spesa, perciò dov’è andata? Quando torna?

…Come si interpreta il pensiero a due anni? Forse nemmeno studi di pedagogia o psicologia pedagogica sono capaci di leggere in questa testolina. Si spegne la tv, niente più Ghilan, niente più gol, niente più amici. O forse troppi amici. Confusione o silenzio, luce abbagliante o buio, troppo caldo o gelo polare. Come una pedina sperduta in una grande distesa, così grande che la pedina nemmeno si vede. Non si ascolta più e non si parla più. Non si sorride più.

Finché papà un giorno dice qualcosa. “Ferdinando, lo tiriamo un calcio di rigore?… In posizione, palla sul dischetto…rincorsa….gooooooooo….gheeee…GHIILAAANN!!!” E vai di abbraccio a papà.

Allora ci sei ancora. Sì, e ci sono ancora i nostri amici, sempre lì!! Loro non sono andati via.

Un giorno, lo zio Gianni ha un’idea: facciamo il rigore di Manchester e mettiamo la musica della Champions! Zio Gianni in porta, Ferdinando al posto di Sheva e papà fa la telecronaca. “Ci si gioca tutto qua. Shevchenko contro Buffon. Merk controlla. Può partire. Shevchenko, tiro… ed è rete! Rete! Il Milan è Campione d’Europa!!” Ma dai, il Milan Campione d’Europa?? E che vorrà dire??? “Vuol dire che domenica sera andiamo io, tu e zio a vedere Verona-Milan, e ti mangi le patatine fritte” “Con la maionese?”.

La pizzeria è uno stadio a due curve: da un lato gli interisti, dall’altro i milanisti. Ferdinando non ha dubbi sul lato dove stare. Ha tre anni ormai e ora sa che non è solo papà a urlare “goool” ma anche zio Gianni e tutti quelli dal nostro lato. Rimane sbigottito quando sente quel grido all’unisono, ma sono solo le prove: il gol è stato annullato. Meglio così (col senno del poi) perché Ferdinando arriva preparato quando Tonali segna il secondo “goooolll Lilan!!!” e dà il cinque a papà e a zio Gianni. La scena si ripete per tutti e tre i gol. Festa a base di Lilan e tatatine titte con la maionese. Stasera, che sera. Ma non è finita, anzi.

Siamo carichi a molla. La partita col Sassuolo non la possiamo vedere. E lo zio è partito per lavoro ma è collegato con noi sul cellulare. Troppo nervosismo, meglio uscire e fare un giro. Torniamo a casa ed è l’88esimo minuto.

3 a 0 per il Milan… “Ferdinando! Il Lilan, il MILAN ha vinto lo SCUDETTO!!”

La sera si va a dormire col sorriso sulle labbra. Ferdinando indica qualcosa. “Ferdinando cosa vuoi?” “TTetto Lilan! Lello là, là”… Il gagliardetto di un’altra epoca adesso è di Ferdinando, lo ha conquistato proprio come Mr. Pioli ha conquistato lo scudetto che sembrava un ricordo lontano. Il Lilan c’è ancora. Gli amici sul cellulare che fanno ridere papà ci sono pure loro, e pure lo zio. Eh, ma Suso? No, lui per fortuna è altrove.

One Comment

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One Comment on “PRIMO SCUDETTO
  1. Sono finito qui curiosando nel sito, appena dopo aver letto (solo adesso, scusate) le splendide e definitive pagelle di Sassuolo-Milan.
    Ho vissuto a Milano (nel senso che mi ero trasferito da Siracusa per viverci) solo due settimane, ed ho un caro ricordo del tram 19. Ma poi le cose sono andate velocemente in altro modo e forse è stato giusto (meglio?) così…
    Pensavo di essermi commosso abbastanza e invece ho trovato la storia di M.G. (all’inizio volevo sapere chi fosse, ma credo sia più che giusto preservarne la privacy), di suo figlio Ferdinando e della sua cara mamma.
    Sono in lacrime. Spero di aver frainteso alcuni passaggi, ma temo di no.
    Ora un sorriso diciamo “malinconico” mi attraversa sul finale… Un abbraccio a Ferdinando e al suo papà 🥲

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