La Contestazione

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Il 29 aprile 1998 il triste e declinante Milan del Capello-bis perde all’Olimpico la finale di coppa Italia contro la Lazio (toh!): forte dell’1-0 dell’andata, passa in vantaggio con Albertini a inizio ripresa ma viene subito travolta dalla marea biancoceleste che frutta tre gol in 10 minuti, Gottardi-Jugovic-Nesta. Basterebbe solo un gol per vincere la coppa, ma la reazione è inesistente. Quattro giorni dopo, nello stesso stadio vestito di giallorosso, la Roma di Zeman ci asfalta 5-0, in quella che è tuttora la peggior sconfitta della carriera di Capello. Che, in quanto Capello, davanti ai microfoni non azzarda paragoni con vecchi allenatori scozzesi né sostiene convinto di aver visto cose buone, ma sibila: “Mi vergogno per quello che ho visto oggi, chiedo scusa ai tifosi e non ho altro da dire“.

L’ultima partita casalinga della stagione, il 10 maggio 1998, è Milan-Parma (toh!). Da qualche settimana Galliani sta facendo pressioni non molto convinte sull’UEFA per un ripescaggio del Milan in Intertoto, per pregressi meriti sportivi. La realtà dice altro e si manifesta in tutta la sua forza d’urto intorno alle 14:40, quando il pullman del Milan sta per entrare a San Siro, dopo essere arrivato non da viale Caprilli bensì da piazzale Axum, per depistare eventuali contestazioni. Peccato che lo aspettino 500 tifosi seduti o sdraiati proprio davanti alla rampa che porta al parcheggio, tutti con i loro cestini di uova marce. Il pullman si ferma, vi scende il buon Silvano Ramaccioni, nei secoli fedele, disposto a prendersi una scarica di insulti senza battere ciglio. Scorre una lunga mezz’ora di inutili trattative: sono ormai le 15:15, il calcio d’inizio è previsto per le 16 e qualcuno inizia addirittura a sventolare la grottesca ipotesi di una sconfitta a tavolino. A sbloccare la situazione ci pensano i tifosi del Parma, che sfilano da quelle parti e distraggono i nostri, favorendo la retromarcia del pullman, che aggira così lo sbarramento. Fine prima parte.

La seconda parte è ancora più amara e allucinante. San Siro è un unico ululato di disapprovazione verso il mondo intero. L’unico risparmiato è il solito Berlusconi: “Presidente, ripulisci il Milan da faccendieri e mercenari“. Leggiamo gli striscioni e cogliamo fior da fiore: “Meglio la Bindi come amante che Galliani dirigente“. “Ricominciamo da Baresi, Tasso, Ancelotti e C.“, “Baresi una bandiera… voi vergogna vera“, “Da corazzata a Titanic: vergogna“, “Incapacità più arroganza uguale Capello…“, e un laconico “PAGLIACCI“. Notevole, col senno di poi, che la Sud prendesse la distanza già allora dall’erede di Baresi: “Maldini non è il mio Capitano“.

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contestazione98-tifosidispalleAlla mezz’ora del primo tempo la Sud volta le spalle al campo, subito seguita dagli spettatori in tribuna: spettacolo inedito e irripetibile negli anni a venire, la Scala che insorge contro i tenori. Galliani abbandona la tribuna all’intervallo, con il Parma (allenato dall’applauditissimo Ancelotti) avanti 1-0. A 20′ dalla fine, con il Milan che ha appena pareggiato con Weah, la curva inizia improvvisamente a svuotarsi, tra gli applausi del resto dello stadio: “Rimanete soli con la vostra vergogna“. Poi pioggia di arance, uova e bottigliette di plastica sul portiere del Parma Guardalben. Partita sospesa per 7 minuti; l’arbitro Messina chiama a sé Costacurta, non esattamente smanioso di andare a trattare sotto la Sud. Ma aveva capito tutto, da inconsapevole fool shakespeariano, Paolo Berlusconi, che si produce a fine partita in una delle sue rarissime dichiarazioni sul Milan: “Tifare per una squadra è come stare con una bella donna: ci si fa due cornini e poi si ricomincia“. E perciò, buon Milan-Parma a tutti.

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6 Comments

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  1. Giuseppe non per fare il saputo ma il lancio era di sole uova….ne avevamo preso un bancale di quelle belle maturate e appositamente distribuito all’interno della curva…poi se qualche pirla ha lanciato dell’altro può essere…

  2. C’ero, e facendo due conti avevo 14 anni, cazzo ci facessi da solo in curva non me lo spiego, ma fa nulla. Ho ricordi ben definiti però del “Non ce ne frega un cazzo” con cui venne accolto il pareggio di Giorgione e dell’incisivo (anche se poco elegante) “Con la grana ci comprate le puttane che scopate” che rappresentò il sottofondo musicale di buona parte della gara. Altro segnale delle capacità profetiche di cui venne investita la curva quel pomeriggio.
    La sciarpa comprata sul banchetto fuori dalla Fossa mi accompagnò per una decina di anni, prima di sparire nel parapiglia di un pre-derby commovente per i lacrimogeni (che da tradizione volavano a mezz’aria).

  3. ‘I tifosi del Parma che sfilano’ non rende l’idea della carica beluina che si sono beccati, con centinaia dei nostri incazzati come puma che risalivano la collinetta del parcheggio verso di loro a tempo zero. Fortuna loro che erano praticamente attaccati all’ingresso altrimenti ci sarebbero state scene da Royal Rumble. Ricordo distintamente il terrore cieco sui loro occhi quando gli siamo arrivati davanti ahahaha. Che bei tempi. Come ci si divertiva

  4. Praticamente attaccati?
    Sembravano far parte della cancellata!
    Porelli….loro sono arrivati buoni buoni in corteo scandendo allegramente Milan Milan vaffanculo e si sono trovati di punto in bianco 1000 cristiani già incazzosi per la contestazione che caricavano come bufali ..miracolo che nessuno si sia fatto seriamente male…

    resto dell’idea anche a distanza di anni che li abbiano mandati al maccello solo per fare entrare il pullman…se no da li i nostri beniamini non sarebbero mai entrati allo stadio quel giorno. ..

  5. confermo: si trattò di lancio di sole uova che partivano dall’ingresso della curva dietro la nebbia dei fumogeni. Resto ancora dell’idea che quella partita creò uno dei primi grandi strappi tra la società è la FDL

  6. purtroppo ricordo quei giorni non tanto per quelle batoste e per quel rendimento ma per l’alluvione di Sarno che mi ha colpito direttamente visto che andavo a scuola lì, e così vissi quelle ultme due partite nel pieno degli aiuti ai volontari che davano una mano agli sfollati…poi festeggiai i miei 18 anni ed ero convinto che dietro l’angolo c’erano nuove gioie,e infatti l’anno dopo..

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