Benvenuti in Europa

Do you remember?

Il momento è dei pessimi, lo abbiamo intuito un po’ tutti. A dire la verità, non sapremmo dire con precisione se questo è il peggior momento dell’era Berlusconi come chicchessia va dicendo da luglio: nel tragico biennio 1996-1998 si toccarono abissi di bruttezza (l’1-6 con la Juve, lo 0-5 contro la Roma di Zeman, un’imbarazzante sconfitta in casa contro il Lecce di Govedarica…) da cui questo Milan sembra ancora discretamente lontano – ma siamo solo a settembre e Allegri ha tutto il tempo per superarsi.
Nel frattempo, arriva la cara vecchia Champions. Il vestito buono è impresentabile da mesi perché non ci si ha neanche i dané per portarlo in lavanderia, altro che storie. Pure, visto che questa rubrica vive nel culto della nostalgia come un programma di Paolo Limiti, culliamoci ugualmente con gli antichi splendori del glorioso Diavolo: andiamo a ripescare tutti gli esordi europei da quando la Coppa Campioni ha cambiato nome, è a gironi e si porta dietro quella pomposissima musichetta. Partite che, come vedremo, a volte non sono state esattamente memorabili.

1994: Ajax-Milan 2-0. Alla sua ultima uscita nel fatiscente stadio De Meer, il Milan campione in carica le busca sonoramente dai ragazzini terribili di Van Gaal, che manda in campo col coltello tra i denti pischelli come Overmars (21 anni), Davids (21), Kluivert (18), Seedorf (18). Si rivedranno in finale al Prater di Vienna e non finirà molto diversamente.
1996: Milan-Porto 2-3. Il maestro Oscar W. Tabarez, l’allenatore più inspiegabile dell’era berlusconiana (sudamericano, compassato, colto, di sinistra: che c’entra con la mission aziendale?), incappa in una serataccia: Weah si ferisce a un dito a causa di un anello rimasto incastrato nelle maglie della rete, per festeggiare il gol del 2-1, e un tale Mario Jardel ribalta il risultato in cinque minuti. Col tempo impareremo ad apprezzarlo.
1999: Chelsea-Milan 0-0. Orgogliosa resistenza del Milan zaccheroniano a Stamford Bridge contro i blues di Vialli – quando aveva temporaneamente smesso di prendere farmaci. Abbiati fa rinverdire il mito di Cudicini con una prestazione da Ragno Nero (non solo per motivi cromatici) e il punticino è utile a sorvolare sulla pochezza della prestazione. Ma non basterà a passare il turno.
2000: Milan-Besiktas 4-1. Nei giorni delle Olimpiadi di Sydney il Milan asfalta il Besiktas di Nevio Scala, modestissimo eppure passato in vantaggio prima della vendemmia. Non trasalite se troverete nell’undici titolare (e in campo per ben 62 minuti) Luca Saudati, che quella sera si era fermato a San Siro a fare pipì prima di ripartire verso Perugia in uno degli innumerevoli prestiti della sua carriera.
2002: Milan-Lens 2-1. L’anno che culminerà nel trionfo di Manchester inizia con un successo piuttosto stentato contro una mediocre squadra francese, che impone lo 0-0 per un’oretta prima che una doppietta da satanasso di Pippo Inzaghi (in quei giorni in forma mostruosa) risolva la situazione.
2003: Milan-Ajax 1-0. Ancora Sua Pippità risolve una partita per niente facile, contro l’Ajax di Ibrahimovic che già in primavera aveva fatto soffrire tremendamente il Diavolo nei quarti. Partita che passa alla storia per la più grande parata di Dida con la maglia del Milan, al 94′ su tiro a botta sicura di Van der Vaart da 5 metri.
2004: Shakhtar-Milan 0-1. Per la prima volta di scena nell’inospitale Donetsk, un Milan che inizia a essere vecchiotto la sfanga di pura esperienza con una rasoiata di Seedorf a sei minuti dalla fine, dopo avere a lungo sofferto. 18 minuti più recupero per la meteora Dhorasoo, grande incompreso dell’era ancelottiana.
2005: Milan-Fenerbahce 3-1. Classica partita da settembre di Ancelotti, sudata e risolta a pochi minuti dalla fine da un leggendario coast to coast di Kakà che noi abbiamo l’ardire di riproporvi anche in questi giorni in cui è meglio non stuzzicare molto gli amici musulmani (che salutiamo, ci leggono sempre – Allah è grande e Traoré è il suo profeta). A sette anni di distanza, la telecronaca di Compagnoni merita ancora.
2006: Milan-AEK Atene 3-0. Un Milan più che malconcio non immagina ancora che a fine stagione alzerà la coppa dopo rivincita sul Liverpool. Nel frattempo si accontenta di regolare facilmente i greci (che schierano in porta Sorrentino) e s’illude di aver trovato un nuovo fenomeno nel 20enne francese Gourcuff, che a conti fatti si rivelerà pigro e indisponente. Oggi sarebbe titolare inamovibile.
2007: Milan-Benfica 2-1. Il ciclo di Ancelotti mostra da tempo la corda, ma questa è una delle esibizioni più felici dell’ultimo biennio. Grazie a una partenza stellare e a un magnifico Pirlo il Milan schianta nel giro di mezz’ora un discreto Benfica, che dà spazio agli amarcord schierando l’ultimo crepuscolare Rui Costa. Oggi sarebbe titolare inamovibile.
2009: Marsiglia-Milan 1-2. Il Milan di Leonardo è alle pezze non meno dell’attuale, ma a differenza d’ora aveva un SuperPippo nel taschino a togliere le castagne dal fuoco. Al Vélodrome, sotto il diluvio, un Inzaghi al di là del bene e del male castiga per due volte i francesi, assistito da un Seedorf versione cofanetto deluxe.
2010: Milan-Auxerre 2-0. Allegri part 1. L’Auxerre è pochissima roba ma il Milan gioca 60 minuti da brividi e rischia grossissimo, prima che due graffi di Ibrahimovic in tre minuti chiudano la faccenda. 90 minuti di Ronaldinho, com’è stato possibile? Dimenticavamo: infortunio muscolare a Pato.
2011: Barcellona-Milan 2-2. Allegri part 2. Dopo 20 secondi Pato brucia tutta la difesa avversaria (e senza strapparsi!), poi sono 90 minuti di pallate da cui usciamo miracolosamente con soli due gol al passivo. Al 92′ Thiago Silva (sigh) gela il Camp Nou. “Sì, è un Milan da Champions” scrivono tutti i giornali l’indomani. Vabbé.

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