AL TELEFONO CON ATTILA

Questo turno infrasettimanale di campionato lo trovo illegale. Dal momento in cui è calato il sipario della scenografia sul primo anello, riempiendomi il bicchiere di birra di foglie morte, vernice secca e tutta la sporcizia di San Siro a traino, e sopra la mia testa è comparso ‘Misura’ in nerassurro, è incominciato uno stato di grazia e perfezione che vorrei poter prolungare in eterno. Mi sono pure ritrovata a telefono con Mark Hateley. 12596521_10153211505902163_2116218994_nUn intercessore della Manifesta Volontà di Dio – per ben due volte, e a più di trent’anni l’una dall’altra.
Quando gli chiedo di QUEL gol mi rendo conto che avrà risposto a questa domanda altre trecento volte – ma da come parla, si sente che è contento. Non smetterebbe, così come io da due giorni non smetto di rivedere nella mia mente il momento in cui Icardi si posiziona sul dischetto, io artiglio la gamba dell’amico alla sinistra e dico ‘Gigio lo para, lo para, lo para, cazzo se lo para, dai che lo para!’ e invece la palla va sul palo, Perisic la toppa e Gigio salta come un pupazzo a molla.
Il telefono fa tuuu due volte. Risponde, e con mio grandissimo sollievo, non parla con l’accento drammatico di Beckham.
IC: Cosa hai provato a vedere eternato un tuo gol nella coreografia della Sud, con tanto di alloro?
MH: Mi sono commosso. Ero in studio con gli altri a seguire il pre-partita prima di commentarla in diretta per il network beIN Sports, quando è comparsa la scenografia. Loro hanno continuato a parlare, io sono rimasto scioccato. E mi son detto: ma guarda, quel figo sono io. (ride)
IC: Hai portato bene. Visto, che gol ha fatto Alex?
MH: Sono due gol partiti da azioni differenti. Alex è stato molto bravo, e in generale quel gol ha cambiato il destino della partita. So bene cosa vuol dire quando il Milan vince un derby, vincerlo per 3 a 0, poi…
IC: Quando tornerai a San Siro a vedere un derby? 12665640_10153211506042163_954587820_n
MH: Faccio la spola fra casa e Medio Oriente per lavoro, e cerco di dedicare tempo a figli e nipoti, per cui non so mai quando potrei. Ma sarei molto contento se la società mi invitasse o se riuscissi a venire per conto mio.
(…vorrei trovare un modo per comunicargli con gentilezza che trovandosi il suo gol in un arco temporale antecedente alla Cavalcata delle Valchirie, se aspetta un invito ufficiale, potrebbe rimanerci male. Ma no)
IC: Per noi tifosi, l’immagine di te che salti più in alto di Collovati rappresenta, in un certo senso, il Milan che sentiamo come vero Milan. Che idea ti sei fatto degli ultimi anni?
MH: il Milan è una grande squadra, dalla grande storia e con un gran tifo. Ha avuto un presidente che in passato ha investito tanto, e da qualche anno, ha smesso di farlo e questo pesa. Credo che la soluzione potrebbe essere uno stadio più piccolo ma di proprietà, che garantisca introiti sicuri.
IC: (brivido) Come la Juve.
MH: E’ l’esempio da seguire, non solo per il Milan, ma per tutto il calcio italiano. In questo momento il Milan può provare a tornare in Europa, non deve perdere l’opportunità, per tornare a giocare le coppe.
IC: Che ne pensi del piccolo Donnarumma? 12650565_10153211506007163_296954329_n
MH: l’ho visto giocare contro la Roma e sono rimasto impressionato. Difficile trovare tanta sicurezza e consapevolezza in un giocatore così giovane, figuriamoci un portiere. Mi ha ricordato Courtois.
IC: Da attaccante ad attaccante: Bacca?
MH: Ha 29 anni, è l’età matura in quel ruolo, appena ha una palla buona non la spreca.
IC: E Mihajlovic?
MH: Lo conosco più come giocatore, e da giocatore era uno tosto. Mi sembra porti con sé quella grinta anche da allenatore.
Lo ringraziamo, ci salutiamo, e lo lascio alla sua giornata. Mi passo una mano sull’orecchio. Chissà se amputarlo e metterlo sotto teca è una così cattiva idea.

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